Il caso Tecno arriva a Roma «Evitiamo il fallimento»
Ieri mattina il corteo dei dipendenti. «Il lavoro non si svende, si difende» Zanichelli dei 5 Stelle: «Il ministro Di Maio ha convocato il tavolo di crisi»
GUALTIERI. «Il lavoro non si vende. Si difende». Questo lo slogan gridato dalla delegata delle Rsu Tecno, Roberta Ferrari, e ripetuto a gran voce anche dai lavoratori che ieri mattina hanno manifestato per l’ennesima volta a difesa del proprio posto di lavoro. La protesta è anche un grido di aiuto per sensibilizzare le istituzioni governative e i cittadini gualtieresi.
le voci. «È vergognoso – dice un operaio – che vada in corteo a manifestare con una bandiera quando tutti noi sappiamo che il lavoro c’è ma manca il materiale per completare la produzione». Davanti all’ingresso della “Tecno” si parla, si discute, anche ad alta voce. Qualcuno si accalora per quanto gli sta succedendo così dal cancello d’ingresso appare una figura femminile che gli operai riconoscono nella responsabile del personale, Francesca Armani, la quale chiede: «Scusate, ma state parlando troppo forte: potete abbassare i toni?».
Difficile di fronte a tanta gentilezza rifiutare l’invito ma un operaio le risponde: «Ci sta prendendo in giro? Stiamo lottando per salvare il nostro posto di lavoro. Ci vuole tolleranza». Prima della partenza del corteo, verso le 9, fa la sua apparizione Davide Zanichelli, parlamentare 5 Stelle, che ha visitato più volte il presidio e ha parlato con alcuni lavoratori assicurando il suo interessamento sia per convocare il tavolo al ministero del Lavoro, sia per intraprendere iniziative che sblocchino la situazione. «Il ministro Di Maio ha convocato il tavolo di crisi – dice Zanichelli –. L’appuntamento è per lunedi 16 alle ore 15 nella sede del Mise a Roma. Questa mattina Di Maio, con il quale sono stato costantemente in contatto portandogli direttamente le preoccupazione dei lavoratori e delle loro rappresentanze che ho portato in aula a Montecitorio il 20 giugno e ho incontrato a Gualtieri in tre occasioni, mi ha comunicato la convocazione del tavolo di crisi. Tavolo al quale parteciperò come uditore, come previsto dalla circolare predisposta da Di Maio».
IL SINDACO. Intorno alle 9.30 arrivano il sindaco gualtierese Bergamini e il vice Stecco, i colleghi Costa di Luzzara, Verona di Guastalla, Gazza di Boretto, l’assessore Gemma di Brescello, Manghi nella doppia veste di presidente della Provincia e di sindaco di Poviglio, l’onorevole Incerti e la consigliera regionale Mori. Il segretario Fiom Cgil, Sergio Guaitolini, fornisce ai lavoratori un aggiornamento sulla compravendita dei due soci Tecno. «Abbiamo anticipato l’incontro a mercoledì 11 anziché a lunedì 16 anche se mancherà l’interlocutore principale, dato che è in Iran. Ci saranno i legali. Ora ci sono responsabilità civili e penali perché c’è un’azienda che sta andando avanti senza strumenti idonei. Il che significa che stanno facendo altri debiti. È finito il tempo di giocare tra questi due soggetti. Il sospetto è che si stia utilizzando questa manfrina per arrivare al fallimento dell’azienda per poi comprare a basso prezzo il marchio».
Il corteo raggiunge piazza Bentivoglio, dove la gente mostra solidarietà. «Perdere 300 posti di lavoro – si legge nel volantino – significa avere centinaia di nuclei familiari in difficoltà, significa meno potere di spesa con impatto sul tessuto commerciale locale, significa difficoltà ad utilizzare servizi sociali quali asili e scuole materne con il rischio che tali servizi vadano in crisi. Per questo la lotta dei lavoratori e delle lavoratrici della Tecno è la lotta di un’intera comunità che deve obbligare le attuali proprietà ad assumersi questa responsabilità sociale». —
M.P. . BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
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