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Non si trovano i soldi spariti Sospettata una dipendente

Non si trovano i soldi spariti Sospettata una dipendente

La donna avrebbe dirottato un milione e mezzo dai conti di alcuni clienti Indagini per truffa e appropriazione indebita. Unicredit presenta un esposto

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CASTELNOVO MONTI. In paese ieri non si parlava d’altro: la notizia degli ammanchi riscontrati da alcuni correntisti della storica filiale Unicredit di via Roma. Quelle che nei giorni precedenti erano state solo voci sussurrate; ora hanno trovato conferma: una dipendente infedele avrebbe dirottato fondi – in un arco di tempo che, a quanto emerge, sarebbe stato anche piuttosto lungo – dai conti di alcuni clienti facoltosi, in modo graduale. Clienti che avrebbero avuto la donna come consulente in cui riponevano fiducia.

MODALITA’ DA CHIARIRE. Ancora da chiarire il modo con cui sarebbero stati dirottati i fondi: si parla di bonifici fatti firmare tra altre carte, o di perdite su fondi investiti sul mercato azionario che in realtà tali non erano, o comunque minori di quanto fatto credere ai clienti. Intanto però sui conti correnti intestati alla donna tali fondi non sono stati individuati e si continua a indagare su dove siano finiti.

Nel dibattito che si è sollevato circolano cifre anche molto diverse: c’è chi parla addirittura di ammanchi da 10 milioni. In realtà gli inquirenti confermano che al momento è stato rilevato un “buco” da circa un milione e mezzo di euro, che riguarderebbe peraltro un numero ristretto di correntisti: cinque o sei. Tra questi però c’è chi ha verificato ammanchi consistenti, fino a 400 mila euro. In questo caso, diversamente dal precedente cui tutti hanno pensato (quello dell’agenzia Ina Assitalia), i movimenti saranno tutti chiariti in quanto in banca rimane traccia di ogni passaggio, versamento, investimento, prelievo o bonifico.

Altro elemento da chiarire è legato al momento in cui le irregolarità sarebbero emerse, con i correntisti che hanno sporto denuncia, e lo stesso istituto di credito che a sua volta ha denunciato la dipendente infedele. Alcuni cambiamenti nel personale della filiale risalirebbero a più di un mese fa, in maggio. La stessa dipendente era stata sospesa, prima che le pratiche per il pensionamento la portassero a raggiungere appunto la pensione. La Banca ha presentato un esposto alla Procura e sta cercando di sanare la situazione con i clienti.

LE INDAGINI. Sugli ammanchi, prima del coinvolgimento dei carabinieri e degli inquirenti, ci sarebbe stata una indagine interna per delineare i contorni di quanto accaduto. A chiarire tutti gli aspetti ora sarà l’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Stefania Pigozzi, che ha aperto un fascicolo per truffa e appropriazione indebita.

Su quanto accaduto arrivano anche delle prese di posizione di stampo politico, come quella di Alessandro Davoli (Lega): «Pare che la truffa fosse stata scoperta a fine maggio da un agente della polizia municipale. Grave sarebbe il comportamento di Unicredit che ha iniziato e poi terminato un'indagine interna senza avvisare i carabinieri, intervenuti solo in un secondo tempo. Io e tutta la Lega Emilia, l’onorevole Gianluca Vinci e il segretario provinciale di Reggio Emilia Roberto Monti stiamo seguendo gli eventi e siamo al fianco dei cittadini truffati. A breve annunceremo iniziative concrete di sostegno. Già da ora il mio legale di fiducia è disponibile a prendere in carico chiunque volesse avere la sua assistenza legale. Ho aperto un dialogo con il capogruppo M5S Massimiliano Genitoni, che ha già presentato interpellanza urgente in Comune e, privatamente, ho parlato con un ex sindaco, per uno scambio di informazioni e per concertare eventuali interventi, in aiuto ai concittadini truffati. Noi non li lasciamo da soli a combattere contro una banca. Noi non siamo il Pd». —

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