Rapina e botte, il gip lo libera Il 20enne: «Io non c’entro»
L’indagato ammette la sua presenza nella zona e di conoscere i protagonisti ma nega di essere l’uomo ripreso da una telecamera
RUBIERA. L’arresto è stato convalidato, ma il gip Giovanni Ghini – ieri in tribunale a Reggio Emilia – non ha ritenuto di mantenere in cella il disoccupato 20enne Osema Amdouni (di origini marocchine con cittadinanza italiana) che è accusato di rapina aggravata e lesioni.
Come ricostruito dai carabinieri, i fatti sono avvenuti mercoledì scorso, in pieno giorno, in via Palermo a Rubiera, nella zona del Mercatone Uno.
L’AGGUATO AL 41ENNE. Un 41enne – che fa uso di droghe leggere – aveva preso appuntamento con il pusher, accordandosi via telefono. All’incontro però il 20enne si è presentato in compagnia di altri due giovani, e quello che doveva essere un ritrovo tranquillo si è trasformato in una vera e propria trappola. Mentre il terzo faceva da palo, il 17enne ha bloccato da dietro l’acquirente e il maggiorenne si impadroniva del cellulare della vittima e di 100 euro (il denaro che sarebbe dovuto servire per l’acquisto). Quando il malcapitato ha tentato di reagire, è stato pestato a suon di calci e pugni dai due, che subito dopo si sono dileguati lungole vie adiacenti.
«SONO ESTRANEO ALL’AGGRESSIONE». Una ricostruzione contestata, in aula, da Amdouni che pur avendo un atteggiamento collaborativo, ha detto di essere estraneo all’aggressione: «Ero in zona, ma non c’entro con la rapina. Conosco i protagonisti, però non sono io la persona filmata dalle telecamere del bar». Il pm Maria Rita Pantani ha poi chiesto la misura cautelare in carcere per l’indagato, a cui si è opposto l’avvocato difensore Andrea Davoli: «Il mio assistito è incensurato – spiega il legale a fine-udienza – e non vi sono le esigenze cautelari. La dinamica è ancora oscura, andranno fatti degli approfondimenti». Tesi difensiva che ha trovato d’accordo il gip Ghini. Intanto le indagini dell’Arma vanno avanti per trovare l’unico rapinatore che ancora manca all’appello: il 17enne (pure lui d’origine marocchina) è stato infatti già identificato e la sua posizione è al vaglio del Tribunale dei minori di Bologna. —
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