Gazzetta di Reggio

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I DANNI DEL MALTEMPO 

Grandine, perso il 40% dell’uva nel territorio di Scandiano

Claudio Corradi
Grandine, perso il 40% dell’uva nel territorio di Scandiano

Colpita l’area di coltivazione della Spergola, che avrà la produzione dimezzata La conta esatta dei danni partirà nei prossimi giorni anche i periti in campo

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SCANDIANO

A pochi giorni dalla grandinata del 5 luglio, per le produzioni agricole della pedecollina inizia la conta dei danni. Le colture più danneggiate sono state quelle di maggior pregio: frutteti e vigneti.



I vigneti in particolare, una delle principali e più vocate colture della zona, sono quelli che hanno subito le conseguenze peggiori. Le perdite di prodotto sono molto variabili da zona a zona, e spaziano fra il 10 ed i 70 %, con una media che, secondo le prime ricognizioni in campo da parte dei produttori, nel territorio di Scandiano raggiungono sicuramente il 40%. A pagare le peggiori conseguenze del maltempo è un territorio che in parte già due giorni prima aveva sofferto per le grandinate sull’area tipica della coltivazione dell’uva Spergola per la produzione del Bianco di Scandiano. L’area quest’anno dovrà farei conti con una produzione quasi dimezzata.

Da un ulteriore punto di vista, in linea generale si può stimare che le due grandinate del 3 e del 5 luglio hanno determinato la perdita di almeno il 15% della produzione vitivinicola provinciale, penalizzando in modo particolare un territorio che da solo pagherà un ammanco di prodotto molto più elevato. Nei prossimi giorni nei vigneti coperti da polizza di assicurazione inizieranno le stime da parte dei periti, e l’entità dei danni sarà più realistica. Non va però dimenticato che la polizza assicurativa è una forma di tutela minima del reddito del produttore che, tuttavia, non copre totalmente il danno, visto che ci sono altri aspetti: primo fra tutti, la franchigia, che è un costo che resta a carico di chi subisce il danno, ma anche l’eventuale minore produzione del prossimo anno, che nei casi di eventi più gravi e violenti potrebbe verificarsi in conseguenza dei danni alle gemme che dovranno produrre nel 2019.



Anche la carica produttiva elevata è un fattore importante da considerare sia dal punto di vista del risarcimento danni che per il recupero della pianta. Se la produzione attesa prima della grandinata era del 25% superiore a quella assicurata, i periti non potranno riscontrare un ammanco produttivo anche in presenza di un danno del 25% (perché andrebbe a pareggiare la quantità assicurata) e in quel caso non risarciranno nulla.

In secondo luogo, una elevata produzione per una pianta martoriata dalle lesioni da grandine dovrà fare i conti con il recupero fisiologico che ci si augura possa verificarsi per quei produttori nei confronti dei quali il clima ha così fortemente infierito quest’anno e che dovranno essere supportate con pratiche agronomiche impreviste che andranno ad implementare i costi di produzione. —



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