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La rabbia di Giovanni Tosi e dei residenti 

«Anche un’ambulanza è rimasta incastrata qui»

LA TESTIMONIANZAREGGIO EMILIA. Ha parlato delle ripetute richieste di manutenzione, delle promesse mai mantenute, dell’eventualità di un’emergenza e della sua esperienza, Giovanni Tosi, residente in...

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LA TESTIMONIANZA

REGGIO EMILIA. Ha parlato delle ripetute richieste di manutenzione, delle promesse mai mantenute, dell’eventualità di un’emergenza e della sua esperienza, Giovanni Tosi, residente in via Ivo Bigi e partecipe in prima persona delle difficoltà sue e di quanti abitino in quella via dissestata.

Quello che potrebbe apparire un problema di pochi, si è rivelato essere – con il passare del tempo – insostenibile. «Tre settimane fa è venuta un’ambulanza a prendere mia figlia ed è rimasta incastrata. Io l’ho detto al Comune – racconta Tosi – mi hanno risposto che le ambulanze sono più alte, più pesanti».

Queste parole potrebbero bastare a comprendere quale sia il reale interesse da parte di chi dovrebbe dare il via ai lavori per la risistemazione, se non il rifacimento, dell’asfalto di via Bigi. «Chi guidava l’ambulanza, – prosegue Tosi – non sapeva che la strada fosse così distrutta, stava correndo, poi si è incastrata».

«Mi avevano detto che avrebbero sistemato la strada “entro l’estate”. Per me l’estate comincia il 21 giugno, ho parlato con tecnico comunale e assessore ai Lavori pubblici, Mirko Tutino. Tutte promesse, che non sono state mantenute, ma quando poi si fa male qualcuno...?».

È evidente che le ragioni delle attuali condizioni dell’asfalto risiedano nel periodo in cui è stato fatto, e come ha detto Tosi «sono cambiati i tempi, il clima e le stagioni», ma si è giunti a un punto di non ritorno: «Non è un problema su cui dormire», si tratta di sicurezza, non di immagine, né tantomeno di qualcosa di superfluo.

Si potrebbe sfidare chiunque a ignorare un episodio del genere: un’emergenza, un’ambulanza a tutta velocità che rimane incastrata a causa della strada dissestata, e nel frattempo qualcuno sta aspettando il soccorso.

«Lì – conclude preoccupato Tosi, indicando una casa poco distante dalla sua – abitano due novantenni: non è possibile che noi residenti in questa via ci troviamo in queste situazioni». —

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