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Il Mercatone cambia proprietà Part-time per molti dipendenti

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Il Mercatone cambia proprietà Part-time per molti dipendenti

I commissari ministeriali  hanno concluso la cessione  dei 68 punti vendita del gruppo:  13 vanno a Cosmo, 55 (fra cui  la sede rubierese) alla Shernon 

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RUBIERA. Part-time per gran parte dei dipendenti e cambio di proprietà. Sono giorni di novità cruciali per il punto vendita rubierese del Mercatone Uno, coinvolto come tutti i negozi dello storico marchio in una pesante crisi aziendale iniziata nel 2015. I commissari ministeriali che dal 2015 reggono il Mercatone Uno hanno finalizzato la cessione dei 68 punti vendita del gruppo: 13 di questi vanno a Cosmo, società titolare del marchio di moda Globo. Gli altri 55, fra cui Rubiera, passano alla Shernon Holding, che ha acquisito anche marchio, logistica e sede centrale a Imola.

La Shernon è stata costituita a fine 2017 da un gruppo di imprenditori italiani e stranieri e detenuta a propria volta da una società maltese. I partner sono tre aziende del settore arredamenti, la polacca Black Red White, la turca Dogtas Kelebek e l’italiana 13Casa. Al momento di chiudere la trattativa, la Shernon aveva precisato l’intenzione di riorganizzare il lavoro applicando il part-time per gran parte delle maestranze, e l’idea è confermata. Ed è valida anche per i 44 dipendenti ancora impegnati nello storico punto vendita di Rubiera, molto frequentato da decenni, con un vasto parcheggio proprio a lato della via Emilia.

LE RATIFICHE. La prima bozza rubierese prevedrebbe il tempo pieno per sei addetti e un tempo ridotto per tutte le altre persone impiegate nelle varie mansioni. I passaggi sono ormai in dirittura d’arrivo e vedranno le varie ratifiche in queste settimane, per poi diventare operativi con i cambi di fornitura e il riassetto di orari, turni e modalità lavorative. Rubiera non era mai stato uno dei punti “ad alto rischio”, vista la sua produttività, e non ha mai interrotto l’attività, come invece accaduto a decine di altre sedi. Anche il distaccamento reggiano ha però vissuto ritardi di pagamento, tagli e disagi che hanno segnato questi ultimi 4 anni, assieme al pesantissimo clima di incertezza poi parzialmente mitigato dal commissariamento. Le conseguenze di un fallimento sarebbero ricadute su una cinquantina di famiglie e sull’indotto .

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