Pro loco al lavoro per ripulire la Madonna del monte Cusna
VILLA MINOZZO. Un gesto misterioso e soprattutto fuori luogo. Fa parlare, e tanto, la colata rossa con cui è stata ricoperta la madonnina di bronzo sulla vetta del monte Cusna, il più alto monte...
VILLA MINOZZO. Un gesto misterioso e soprattutto fuori luogo. Fa parlare, e tanto, la colata rossa con cui è stata ricoperta la madonnina di bronzo sulla vetta del monte Cusna, il più alto monte reggiano, posata a metà dello scorso decennio.
Qualcuno ha dipinto l’intero manto della figura, stando ben attento a non sporcare il viso e le mani, come se avesse voluto cambiare la tonalità della veste. Il motivo rimane ancora un’incognita, sicura però è la rabbia che tante persone – al di là delle proprie idee in fatto di religione – hanno provato davanti a quello che hanno vissuto come un vandalismo, una ferita per la comunità. Sia per gli abitanti del Crinale sia per i tantissimi escursionisti che passano lungo la dorsale del Cusna.
Proprio ad una ragazza impegnata in una camminata si deve la scoperta, avvenuta sabato mattina, quando la funivia ha iniziato a funzionare portando sino a quota duemila metri centinaia di turisti.
Persone arrivate sul Cusna martedì ricordano la madonnina ancora pulita, ora si cercano anche altri eventuali testimoni per delimitare il periodo temporale in cui i “pittori” si sono messi all’opera.
Non è stata una manovra da poco, occorre tempo per dipingere, e con attenzione, tutta la statua. Senza contare che la salita non deve essere stata semplice, pur per soggetti allenati, con i contenitori per il colore con sé. Ora si sta capendo quale sia la soluzione migliore per sistemare il tutto, valutando quali prodotti e quali tecniche siano più efficaci e allo stesso tempo meno invasive per la superficie bronzea.
La Pro loco di Febbio è già al lavoro in questo senso, e anche il Comune di Villa Minozzo è a disposizione. Il sindaco Luigi Fiocchi parla di «vigliacchi, anche se bisognerebbe usare termini più forti. Ci sono stati altri vandalismi simili su muri della zona di recente; li abbiamo ripuliti tutti, questo è un brutto gesto, su un simbolo che appartiene a tutti». Intanto su Facebook, come nei bar, è aperto il dibattito sulle possibili motivazioni alla base del gesto. A Febbio è circolata una voce che collegherebbe la pittura alla giornata di protesta con le magliette rosse di sabato. Ma perché colorare il manto e non infilare una maglietta sulla statua, come è stato fatto in diversi altri luoghi d’Italia? —
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