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Svastica e cappio al collo, vandalizzata la maglietta rossa pro migranti delle suore

Adriano Arati
Svastica e cappio al collo, vandalizzata la maglietta rossa pro migranti delle suore

In segno di solidarietà con la campagna pro migranti di don Ciotti le suore di Cagnola hanno vestito la sagoma collocandola lungo la provinciale. Ma qualcuno l’ha vandalizzata in questo modo

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CASTELNOVO MONTI. Una svastica nera a violentare la maglietta rossa della solidarietà. Non hanno mostrato nessuna pietà gli autori del vandalismo compiuto alcune notti fa vicino alla Casa della carità di Cagnola, lungo la provinciale 513 all’altezza del Casino.

Lo scorso fine settimana le suore che da decenni animano la Casa hanno deciso di aderire a modo loro all’appello di don Ciotti e di Libera, quello sulle magliette rosse da indossare sabato 7 luglio. Magliette rosse come quelle che i migranti fanno indossare ai loro bimbi per renderli più visibili durante le operazioni di recupero in mare.Le sorelle della Casa della carità hanno sistemato un manichino, un vecchio modello per abiti, lungo la strada provinciale, vestendolo con una polo rossa e un paio di pantaloncini corti blu.

Un modo per mostrare partecipazione all’iniziativa e allo stesso pubblicizzarla, lungo una strada piuttosto frequentata. Il manichino in effetti è stato notato da tante persone, compreso qualcuno senza senso civico e ancora meno rispetto del prossimo.

Durante la notte, infatti, il manichino è stato vandalizzato, disegnando una svastica rovesciata, il principale simbolo del nazismo, sulla maglietta. Il volto è stato poi decorato con vernice spray sugli occhi e sulla bocca. Una ragazzata? Difficile dirlo, in tempi di toni perennemente alzati e in cui il richiamo ai momenti più cupi del passato viene troppo spesso evocato.

Forte è l’amarezza delle suore di Cagnola, che hanno scritto una lettera al sito Redacon dove segnalano l’accaduto. «Non possiamo più restare indifferenti, fermiamo la corsa, anche solo per pensare, informarci, connetterci. Ecco il senso della presenza del manichino che indossava una maglietta rossa sabato 7 luglio lungo la Provinciale» spiegano. E ora la svastica: «Gravissimo il gesto, violento e minaccioso, che ha tentato di sporcare, spaventare, imbrigliare una parola che deve essere urlata; una mano che continuerà a cercare quella del fratello; una speranza nell’uomo che proprio ora fiorisce. Noi vogliamo rimanere umani» hanno scritto ancora le religiose.

Il vandalismo arriva in giorni di tensione sul tema migranti. Un altro gesto discutibile, la colorazione con vernice rossa della madonnina sul Cusna, è stata collegata alla vicenda. Per alcuni, l’imbrattamento sarebbe stato un gesto di adesione alla campagna di don Ciotti, ma di conferme non ce ne sono. La svastica di Cagnola è invece un segnale esplicito.

 

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