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Unieco Ambiente guarda al futuro con 30 milioni di investimenti

Luigi Vinceti
Unieco Ambiente guarda al futuro con 30 milioni di investimenti

In attesa che sia completata la vendita del colosso affidata al curatore fallimentare Corrado Baldini

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REGGIO EMILIA

In attesa che sia completato il processo di vendita affidato al liquidatore Corrado Baldini, Unieco intende dimostrare che, se il comparto edile ha effettivamente sofferto la crisi degli ultimi anni, c’è un settore, quello ambientale, che al contrario sta viaggiando con sicurezza nel cielo dell’economia. Anzi, vola orgoglioso come un calabrone.

PROSPETTIVE

Domani pomeriggio (ore 18) nella sala convegni di EmiliaWine, la Holding Unieco Ambiente documenterà, dati alla mano, la sostenibilità della filiera che ha intrapreso otto anni fa e che lascia intravvedere interessanti e lusinghiere prospettive. Singolare il titolo dell’incontro: “Perché il calabrone vola?”. Le maestranze verranno aggiornate sui numeri, sui progetti e i programmi fino al 2020 di quello che si pone fra i primi gruppi ambientali privati italiani del settore.

Sono elementi che dovrebbero interessare anche gli investitori, soprattutto quando si andrà a discutere del futuro del gruppo. Questi i concetti anticipati ieri in una conferenza stampa dall’ad Stefano Carnevali e dal responsabile delle relazioni esterne e sviluppo Stefano Vaccari. I manager saranno fra i relatori della tavola rotonda condotta da Andrea Barbi e inserita nel convegno insieme a Stefano D’Inca (direttore amministrazione e finanza), Luca Galimberti (direttore rifiuti urbani e progetti), Alessandro Brighenti (direttore rifiuti industriali).

RISULTATI

Incoraggianti i risultati della Holding ambientale privata che rappresenta 26 società e solo nel Reggiano conta una settantina di dipendenti. Dopo il crac di Unieco Costruzioni, finita in concordato, la compagine ha dimostrato nel 2017 tutta la sua vitalità realizzando un fatturato di 80 milioni di euro e un utile di 3,613 milioni. Nello stesso tempo ha programmato, con uno sguardo ottimista rivolto al futuro, investimenti per oltre 30 milioni di euro di cui 7 destinati ad interventi sugli impianti e circa 20 per iniziative di sviluppo industriale per il potenziamento della capacità impiantistica confermandosi così fra le prime aziende private che operano in Italia nel settore rifiuti.

Attualmente Unieco Holding Ambiente (Uha) è coinvolta con imprese pubbliche e private in 7 regioni dove si occupa della gestione, trattamento, intermediazione di rifiuti speciali, della bonifica e messa in sicurezza di siti inquinanti, del recupero e della valorizzazione ambientale, nella produzione di energia da fonti rinnovabili e nella raccolta e gestione di rifiuti solidi urbani.

AMIANTO

Non manca un programma di intervento sull’amianto. Di indubbio interesse anche i collegamenti con Unimore a proposito di ricerca e con prospettive occupazionali per giovani laureandi/e di ingegneria ambientale. «Vorremmo dimostrare la nostra affidabilità – ha precisato Carnevali – attraverso il percorso fatto silenziosamente sino ad oggi. Un cammino appassionato mentre la proprietà passava un tragico momento ed era incapace di capire cosa fare. A noi i progetti non mancano e aspettiamo partnership operative convinti di riuscire a cogliere nuove redditività». Dunque quel “calabrone”, mentre presenta il consuntivo del 2017, si dice pronto per “spiccare il volo” con una destinazione programmata per il prossimo triennio. —

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