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Inchiesta Unicredit Tante le analogie con la truffa Assitalia

ADR.AR.
Inchiesta Unicredit Tante le analogie con la truffa Assitalia

Gli investigatori scavano nelle transazioni di tre anni fa Così si cerca di venire a capo dell’ammanco sui conti bancari

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castelnovo monti. Tante analogie che fanno discutere. E pure preoccupare. In questi giorni a Castelnovo Monti a far discutere è la vicenda dell’ammanco di quasi due milioni di euro emerso nella filiale Unicredit.

Un “buco” la cui entità è ancora ben da definire e che riguarda i conti di diversi clienti della banca che ha inglobato, anni fa, la ex Cassa di Risparmio reggiana. Da chiarire anche la dinamica di quanto accaduto: le indagini sono in corso e occorrerà tempo per venire a capo delle cifre e dei protagonisti.

L’ammanco all’Unicredit arriva a pochi anni di distanza da un altro caso clamoroso: la truffa Ina-Assitalia, e il confronto diventa quasi inevitabile. Nel 2015, quando lo scoperto da oltre 10 milioni di euro lasciato dall’ex subagente Ina-Assitalia Sergio Petroni è emerso, le forze dell’ordine hanno fatto tutte le verifiche del caso, anche negli istituti di credito della zona, nelle filiali in cui sono state compiute le transazioni e i pagamenti poi fatti svanire nel nulla da Petroni. Controlli molto approfonditi che avrebbero poi permesso anche di evidenziare altre situazioni poco chiare, come quella venuta a galla la scorsa settimana.

DUE VORAGINI. Di sicuro non è un buon momento per i risparmiatori della zona appenninica: nel giro di pochi anni due voragini da milioni di euro hanno colpito realtà solide e molto conosciute, e hanno provocato molto allarme. I presunti responsabili, infatti, sarebbero persone che in montagna sono nate e hanno vissuto.

La truffa Ina-Assitalia ha visto una conclusione parzialmente positiva: i risparmiatori che avevano versato le quote per polizze mai pagate hanno potuto recuperare il capitale nei casi nei quali è stato possibile dimostrare (con ricevute di transazioni) di aver pagato. Generali, che nel frattempo ha assorbito Ina, ha rimborsato quasi 10 milioni di euro. Ma rimane aperta la questione su parecchie operazioni in nero che sarebbero state fatte e che sono più complesse da far emergere. Oltretutto, da parte delle “vittime” il riserbo è forte, visto che parlarne sarebbe un modo per autodenunciarsi. Secondo alcuni «quello era solo “ il primo tempo”». —

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