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Liquidazione Unieco «In arrivo 24 milioni dalla vendita di Uniferr e Clf»

Evaristo Sparvieri
Liquidazione Unieco «In arrivo 24 milioni dalla vendita di Uniferr e Clf»

Offerta di acquisto per le due società del settore ferroviario Baldini: «A breve depositeremo anche lo stato passivo»

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REGGIO EMILIA

Non solo Unieco Holding Ambiente, ramo ambientale dell’ex colosso cooperativo finito poco più di un anno fa in liquidazione coatta amministrativa, per il quale entro fine mese si darà il via alla procedura di cessione. C’è una scadenza ancora più imminente nell’agenda del liquidatore, Corrado Baldini. È venerdì 13 luglio, termine ultimo per presentare un’offerta vincolante per l’acquisizione del 40% del capitale sociale di Clf SpA e soprattutto di Uniferr srl, due società della galassia Unieco leader nel settore dell’armamento ferroviario e metropolitano, con un fatturato complessivo di oltre 150 milioni.



«Abbiamo ricevuto già ricevuto una proposta d’acquisto delle partecipazioni al prezzo complessivo di 24,6 milioni di euro», fa sapere Baldini. Che annuncia: «Stiamo chiudendo lo stato passivo e a breve lo depositeremo». È questo, di fatto, il momento più atteso dai soci, che da mesi stanno aspettando le ridistribuzioni a risarcimento dei risparmi sfumati con il crac dell’ex colosso di via Ruini, nell’ambito di una complessa procedura che ha compiuto passi avanti decisivi.



«Per quanto riguarda gli asset principali – prosegue Baldini – abbiamo già chiuso accordi sui cantieri Integra, ovvero 12 cantieri su tutto il territorio nazionale che porteranno circa sei milioni, e su quello di Locate District, con cui abbiamo incassato 3,7 milioni. Stiamo chiudendo per Fidenza Village e proseguiamo con la vendita degli immobili, in pubblicità sul nostro sito».



È tuttavia Unieco Holding Ambiente, che oggi organizza all’EmiliaWine di Arceto un convegno rivolto ai 70 dipendenti “reggiani” e ai rappresentanti delle 26 società collegate, uno dei piatti forti della procedura: un fatturato di 80 milioni, con un utile netto di 3,613 milioni (con oltre due milioni tra accantonamenti e ammortamenti) e un piano investimenti 2018-2020 di oltre 30 milioni, 5 milioni dei quali destinati ad alcune operazioni di riassetto societario del gruppo, 7 milioni a interventi sugli impianti e circa 20 milioni a iniziative di sviluppo industriale per il potenziamento della capacità impiantistica sul fronte del trattamento dei rifiuti speciali.



Un boccone ghiotto su cui in passato avevano messo gli occhi già Coopservice e Iren, ma la cui cessione ora sarà affidato a una procedura a evidenza pubblica. «Stiamo definendo quello che sarà il percorso, condividendo i vari step con il ministero dello Sviluppo economico – conclude Baldini – una volta definite tutte le fasi, si partirà con la procedura di cessione, nella quale si darà a tutti i soggetti interessati la possibilità di partecipare, senza alcuna preferenza. È una procedura in cui verranno tenuti in debita considerazione i risvolti sociali e occupazionali. Pensiamo che il percorso ad evidenza pubblica sia una procedura ottimale. Ci troviamo di fronte a un fatto inusuale: normalmente nelle procedure di liquidazione si liquida un patrimonio immobile, qui abbiamo una società in salute per la quale devo ringraziare il management e il team che sta lavorando nel percorso di vendita». —



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