Gazzetta di Reggio

Reggio

Tra le balle di fieno 21 chili di cocaina arrestati per spaccio con un mare di soldi

Ambra Prati
Tra le balle di fieno 21 chili di cocaina arrestati per spaccio con un mare di soldi

Operazione di Squadra Mobile e Polstrada: dopo l’appostamento in un casolare, il blitz al casello dell’autostrada

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REGGIO EMILIA

Un sequestro di 21 chili di cocaina – di cui 18 chili in panetti nascosti tra le balle di fieno di un casolare – e un sequestro record di soldi: quasi 300mila euro in mazzette pressate. In manette, per spaccio di sostanze stupefacenti con l’aggravante dell’ingente quantità, sono finiti due calabresi: C.G., 32enne originario di Palmi (Reggio Calabria) e F.R., 36enne originario di Siderno (Reggio Calabria) e residente a Novellara. Entrambi – dei quali non sono state fornite le generalità per motivi di indagine – sono nel carcere della Pulce, a disposizione del pm Claudio Santangelo.



L’operazione della Squadra Mobile, in sinergia con la Polstrada, è stata eseguita lunedì pomeriggio, quando i poliziotti si sono appostati intorno a un casolare isolato, in aperta campagna a Novellara, dove era stato segnalato un via vai sospetto di persone. Gli equipaggi hanno visto uscire dal capannone adiacente al fabbricato rurale una Mercedes classe A che si allontanava verso Reggio, subito seguita da una pattuglia.

La Mercedes è stata bloccata prima dell’ingresso del casello di Reggio dalla Polstrada, con la “scusa” di una sanzione amministrativa che riguardava il passaggio di proprietà non riportato sulla carta di circolazione: auto e conducente 32enne, apparso alquanto nervoso, sono stati portati al comando di viale Timavo. Qui si è proceduto alla perquisizione: addosso all’uomo, senza precedenti ad eccezione di un porto abusivo d’armi, 1.100 euro in contanti, sequestrati insieme a tre cellulari e un jammer telefonico. L’auto è stata letteralmente smontata: in un vano ricavato sotto il sedile del passeggero c’era una busta di stoffa contenente un sacchetto nero con 3,4 chili di cocaina.



Appreso che gli uomini del comandante Ettore Guidone avevano fatto bingo, la Mobile, ancora appostata al casolare, ha visto uscire dal capannone una Kia Sportage: era il 36enne proprietario del casolare e lì residente. Quest’ultimo è stato fermato: all’interno della Kia, in un borsone risposto nel bagagliaio, erano nascosti 232mila euro, in mazzette confezionate sottovuoto, mentre addosso aveva altri 360 euro.

A questo punto i poliziotti sono usciti allo scoperto, setacciando palmo a palmo l’ampia abitazione e le pertinenze. Le sorprese non sono mancate. Nel fienile, tra un ballone di fieno e l’altro, il fiuto dei cani poliziotto ha permesso di scovare altri quindici pani di cocaina per un peso complessivo di 17,6 chili, che sommati ai 3,4 della Mercedes fanno 21 chili.

Nelle varie stanze del casolare sono stati trovati tre bilancini di precisione, un macchinario “portatile” bianco per il confezionamento dei pani, altri 48mila euro in contanti, nemmeno nascosti.

Più un’altra scoperta inquietante: “pezzi” di targa segati e interscambiabili, dall’origine sconosciuta ma dalla finalità lapalissiana.

Bastava apporre un numero o una lettera sopra la targa originaria per rendere la vettura irrintracciabile e sconosciuta alle banche dati.



«Dobbiamo ancora analizzare la cocaina e verificare il principio attivo, ma sospettiamo che sia di alta qualità. Calcolando che viene venduta al minuto dai 40 euro in su al grammo, il valore sfiora i due milioni di euro – ha dichiarato il dirigente della Mobile Guglielmo Battisti – Un rinvenimento che non ha precedenti nella nostra provincia».

Se due anni fa a Castellarano erano stati sequestrati 20 chili di cocaina (più altri 20 chili tra hascisc e marijuana) a un albanese panettiere, la somma in contanti scoperta rappresenta un record assoluto. «Ora dovremo eseguire accertamenti patrimoniali per far sì che la somma sia confiscata», ha proseguito Battisti.

Gli investigatori non si sbilanciano in ipotesi, ma è chiaro che le indagini proseguono: l’ipotesi è che dietro i due, incensurati e «senza legami con la nostra provincia», ci sia una organizzazione ben più strutturata. —



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