Una laurea in Unimore? Un passaporto per il lavoro
Solo il 10 per cento, ad un anno dalla fine degli studi, risulta non occupato Lusinghieri anche i salari pur rimanendo un notevole divario tra uomini e donne
REGGIO EMILIA
Laurearsi in Unimore è una fortuna perché il titolo accademico ottenuto nell’ateneo modenese-reggiano rappresenta un passaporto ideale per entrare celermente nel mondo del lavoro. Sia chi ha conseguito lauree triennali che quelle specialistiche trova infatti in tempi brevi una occupazione con un guadagno iniziale che si aggira intorno ai 1.140 euro mensili.
I salari crescono sino a 1.534 euro mensili netti per alcune tipologie e purtroppo resta una evidente disparità di genere con 1.716 euro di media per i maschi e 1.373 euro per le femmine. Gap ancora più marcato per Ingegneria, Medicina e Chirurgia, Scienze della Comunicazione ed Economia; meno evidente nelle lauree in Scienze della Formazione primaria.
Dove vanno a lavorare i neo laureati? L’84,1% è inserito nel settore privato, il 12,7% nel pubblico. La quota residua (2,2%) nel non-profit.
I servizi assorbono il 56,4% e l’industria il 41,4%. Marginale la quota di chi lavora in agricoltura.
Chi racconta queste cose sono i laureati intervistati dal Consorzio interuniversitario Alma Laurea che ha condotto un indagine fra quanti hanno concluso gli studi uno e cinque anni addietro. Il risultato più sorprendente è che dopo un anno i senza lavoro sono risultati solo il 10% e questa performance colloca Unimore fra i migliori atenei generalisti italiani. Unimore è poi prima in assoluto nel gradimento per le competenze acquisite, i rapporti intrecciati con i docenti, la rapidità di svolgimento dei corsi, la molteplicità di tirocini formativi, l’accoglienza dei luoghi in cui si è svolto il cammino accademico: città di medie dimensioni come Reggio e Modena sono più vivibili. La consultazione ha coinvolto i laureati dello scorso anno in 74 atenei statali e non statali italiani. Risultati decisamente lusinghieri che sono stati diramati con evidente piacere dal magnifico rettore Angelo Oreste Andrisano, affiancato dal delegato per la didattica Marco Sola e collegato da Modena in videoconferenza con la sede di Reggio dove erano riuniti il prorettore Riccardo Ferretti ed i due direttori di Dipartimento Eugenio Dragoni e Giorgio Zanetti.
Il rapporto annuale - il ventesimo redatto da Alma Laurea - ha coinvolto i 4.220 laureati di Unimore del 2017 (2.385 con laurea di primo livello, 1.287 di magistrali biennali e 532 a ciclo unicot) ed i 3.728 che hanno completato il percorso di studi nel 2014: appunto ad uno e cinque anni dalla tesi. Interessante notare che il 60% dei laureati è femmina ed ha una età media di 25,6 anni, meno dei 26 della media nazionale. Di questi poi il 23,5% arriva da fuori regione ed il 31,3% dalle province emiliane limitrofe. Per finire con il 4,1% di laureati di origine straniera. In qualche riferimento ci precede Bologna ma nel complesso Unimore è quasi da primato con il 65,2% degli studenti che consegue la laurea nei tempi programmati e frequenta con assiduità il 75% le lezioni. Unimore è infine terza per i tirocini fatti svolgere e seconda per le esperienze vissute all’estero. Il voto medio di laurea è di 101 su 110 con i laureati di primo livello a 98,5 ed i magistrali biennali a 105,1. —
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