Gazzetta di Reggio

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scarcerazione del pedofilo 

Ghini rimane a Reggio Per il Csm non vi sono cause d’incompatibilità

Tiziano Soresina
Ghini rimane a Reggio Per il Csm non vi sono cause d’incompatibilità

Il plenum conferma la votazione della Prima Commissione  Archiviato il caso dopo un procedimento durato un anno

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REGGIO EMILIA

Il giudice 59enne Giovanni Ghini rimane in forza al nostro palazzo di giustizia.

Saltato il rischio di un provvedimento legato all’incompatibilità ambientale, in quanto il plenum del Consiglio superiore della magistratura (Csm) ha definitivamente archiviato il caso, dando concretezza a quanto già deciso dalla Prima Commissione che si era espressa sulla chiusura della vicenda senza conseguenze per il togato reggiano.



Stiamo parlando della delicata vicenda amministrativo-disciplinare che ruota da quasi un anno attorno al provvedimento di scarcerazione emesso nell’agosto scorso dopo l’interrogatorio di garanzia, in cui il magistrato reggiano (nelle vesti di gip) aveva corroborato la sua presa di posizione mettendo in risalto lo «straordinario senso di autodisciplina dimostrato» dal 21enne pakistano, autore del reato, che però – si legge nell’ordinanza – «si è messo da solo agli arresti domiciliari». Motivazioni che avevano alzato un polverone, trattandosi di un reo confesso di violenza sessuale nei confronti di un 13enne affetto da disabilità cognitive e vicino di casa dell’orco.



Il 24 agosto scorso l’associazione contro la pedofilia “La Caramella Buona” aveva organizzato una manifestazione davanti al tribunale di Reggio Emilia. Il 21 settembre il Riesame di Bologna aveva accolto il ricorso del pm Maria Rita Pantani (titolare dell'inchiesta) contro la decisione del gip Ghini e decise il trasferimento in carcere. Il 9 aprile è stato condannato a 5 anni e 4 mesi il pakistano che ha confessato di aver abusato del connazionale 13enne. Una vittima con disabilità mentale dovuta a un ritardo che lo porta ad avere una percezione della realtà pari a quella di un bimbo di 8 anni. Il giudice Luca Ramponi ha riqualificato il reato da violenza sessuale ad atti sessuali con minori.



Ritornando al Csm, il procedimento era scattato su richiesta del consigliere laico Pierantonio Zanettin (avvocato vicentino eletto 4 anni fa in quota Forza Italia), scatenando anche una polemica fra il togato di Area Piergiorgio Morosini e il vice presidente del Csm Giovanni Legnini. —



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