Il prete: «Il pianto e la paura Ho allontanato le piccole»
Don Carlo Taglini è stato testimone oculare: «Tremendo, non dimenticherò mai»
casalgrande
«Cinque persone gettate a terra come sacchi di patate. Tremendo. Una scena che non dimenticherò mai più in vita mia». Così don Carlo Taglini, il parroco di Sant’Antonino, descrive l’investimento: il sacerdote è stato testimone oculare dell’accaduto e il primo a soccorrere le persone ferite.
Don Carlo stava uscendo dalla canonica, situata sulla sinistra rispetto all’ingresso della chiesa, quando ha visto i cinque pedoni travolti dall’automobile. «La Fiat procedeva lentamente, tant’è che si è fermata subito senza rumore. Il conducente non ha avuto alcun malore, né aveva il cellulare. Non so davvero come abbia fatto. Evidentemente è stato un momento di distrazione», ha raccontato il parroco.
Sul conducente 75enne, interrogato a lungo dalla Municipale, aggiunge: «Quando è uscito dall’abitacolo, il pensionato era terrorizzato. “È colpa mia, è colpa mia”, diceva».
Il don si è avvicinato. «Giovanna era incosciente in una pozza di sangue, aveva perdite ematiche da un orecchio, dal naso e dalla bocca. Ho subito capito che la situazione per lei, che conoscevo, era disperata. Un bruttissimo spettacolo; il mio primo pensiero è stato allontanare le bimbe, che piangevano: le ho affidate ad alcune donne, raccomandando di portarle al bar della parrocchia». L’altra donna ferita, Maria Ragusa, «si lamentava ma era lucida, rispondeva alle domande: ripeteva “aiuto” e ha chiesto subito: “Le bambine, come stanno le bambine?”. Le ho detto di stare ferma e mi sono assicurato che qualcuno allertasse il 118». Più tardi, al momento della rimozione della vittima, il figlio ha chiesto al parroco con gli occhi lucidi: «Don, mi fa la cortesia di celebrare il funerale di mia mamma?». «Senz’altro», è stata la risposta.
Ad occuparsi delle bambine è stata un’automobilista che, proveniente da Veggia e diretta verso Reggio, passava in quell’istante a bordo di una Nissan bianca. Alfonsa Paziente, 44 anni, residente a Casalgrande, ha subito accostato accanto alla casetta del campo sportivo ed è scesa per prestare aiuto. «L’incidente era già accaduto, ma quando ho visto quella bimba abbracciare la nonna sono andata in panico». Don Carlo ha affidato a lei le piccole. «La più piccola, forse perché in mezzo alle due donne, era tutta insanguinata; quando in seguito io e la barista l’abbiamo ripulita, abbiamo capito con sollievo che aveva solo la faccia gonfia, un ematoma dal naso alla guancia. Non le faceva male ma le abbiamo messo del ghiaccio».
Sono stati interminabili minuti, quelli passati al bar parrocchiale dalle due donne, che hanno cercato di apparire calme e di tranquillizzare le piccole. «Le lesioni erano lievi (la maggiore solo un gomito sbucciato, l’altra una ferita al ginocchio), ma hanno avvertito la paura e la gravità dell’accaduto – prosegue Alfonsa –. La maggiore aveva bisogno di coccole, la più piccola diceva “non voglio la puntura” e chiedeva dove fosse la sua nonna. Le abbiamo fatte bere, fino all’arrivo delle ambulanze».
Sul posto anche il sindaco Alberto Vaccari. «Ero a una riunione sindacale, mi sono precipitato. Esprimo vicinanza ai figli della vittima, che conosco. Una terribile disgrazia». —
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