Gazzetta di Reggio

Reggio

TASSA SUI RIFIUTI 

La delega per la Tari non va a buon fine e i reggiani protestano

Luciano Salsi
La delega per la Tari non va a buon fine e i reggiani protestano

Dal 2016 si può incaricare la propria banca per il pagamento ma per un errore alcuni cittadini si sono visti recapitare l’F24 

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REGGIO EMILIA

Dal 2016 il Comune consente ai cittadini di incaricare la propria banca di pagare la tassa dei rifiuti Tari tramite il conto corrente, evitando loro il fastidio di doversi recare allo sportello ad ogni scadenza con in mano il modello F24 spedito tramite la posta. Su ottantamila contribuenti sono circa diecimila quelli che hanno approfittato di tale opportunità. Tutto è filato liscio fino a quest’anno. Lo scorso mese, però, un centinaio di queste persone s’è visto recapitare il modello F24 (e molti altri non l’hanno nemmeno ricevuto, nonostante in banca non sia stato eseguito il pagamento) con la prima rata della Tari da pagare in banca o in un ufficio postale.



Non tutti l’hanno presa bene: «Avevo delegato il Banco Posta – riferisce Giuliano Gorzanelli – a pagare la Tari tramite il mio conto Poste Italiane. Non avendo riscontrato l’addebito per la rata con scadenza 30 giugno, di cui avevo ricevuto da Iren l’avviso di pagamento, ho fatto una verifica. Le Poste mi hanno riferito che c’è stata “una modifica di stato in errato conto corrente del beneficiario”. Dalle Poste ho saputo che il Comune, non avendo aderito alla nuova normativa sui bonifici, si è visto bloccare tutte le operazioni di addebito. A questo punto il Comune non incasserà la Tari e dovrebbe reinviare le bollette con il modello F24 come per il passato e rifare le procedure per tutti gli utenti. Ottima immagine di efficienza per il Comune e per Iren! ».

Il problema, in realtà, nasce dal decreto legge 293 del 2016, che impone di versare la Tari direttamente ai Comuni, mentre a Reggio Iren era stata autorizzata a incassarla su un proprio conto corrente per conto del Comune stesso. Quindi hanno perso validità le deleghe con cui diecimila contribuenti ne avevano disposto la domiciliazione.



Ognuno di essi avrebbe dovuto tornare a pagare con l’F24 o andare in banca a modificare la delega. Il Comune ha trovato la soluzione tecnica nella grande maggioranza dei casi, effettuando l’intestazione del nuovo conto corrente (il proprio anziché quello di Iren) nei mandati di pagamento. Gli interessati non se ne sono manco accorti, poiché la loro banca ha continuato a saldare. È rimasto fuori un centinaio di contribuenti ai quali è stata inviata una lettera esplicativa, insieme all’F24 con cui pagare. In sostanza, per rinnovare la domiciliazione, ci si dovrà recare agli sportelli di Iren e compilare il modulo. Dopodiché la loro banca ritornerà a occuparsi della tassa dei rifiuti. —



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