«Parlava delle sorelline che per lei erano una ragione di vita»
casalgrande. «Quell’uomo deve pagare». La prima reazione di Massimo Fontana, uno dei figli della vittima Giovanna Ganassi, è stata di rabbia verso il pensionato investitore e di insofferenza verso...
casalgrande. «Quell’uomo deve pagare». La prima reazione di Massimo Fontana, uno dei figli della vittima Giovanna Ganassi, è stata di rabbia verso il pensionato investitore e di insofferenza verso chi stava accorrendo attorno al corpo esanime della madre. Con il passare delle ore, sul sagrato, in attesa che la polizia municipale terminasse gli accertamenti, Massimo Fontana si è calmato, tentando di capacitarsi della tragedia imprevedibile abbattutasi come un fulmine a ciel sereno. Massimo abitava con la madre in via Pellati.
«L’ho vista stamattina prima di andare al lavoro. Come al solito, parlava delle sorelline, che accudiva volentieri. Era amica della loro nonna, per lei era una ragione di vita. L’altra bimba è figlia di vicini di casa; il papà è all’estero per motivi di lavoro». Poi la telefonata, che ha raggiunto sul lavoro Massimo, meccanico industriale alla System Group di Fiorano Modenese, e la corsa in via Statale. Giovanna era conosciuta perché aveva gestito per anni un negozio a Fiorano per la vendita al minuto di vernici e di materiali necessari alla manutenzione della casa. Vedova di Bruno Fontana, in pensione e con i nipoti cresciuti, “Vanna” amava i bambini ed era stimata e benvoluta da tutti. Oltre ai figli Marco e Massimo, Giovanna Ganassi lascia nel dolore i nipoti Francesca (19 anni), Lorenzo (21) e Melissa (23). —
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