«Scosse ma non spezzate per lo sfregio alla maglietta»
Le suore di Cagnola commentano l’oltraggio al manichino trovato con la svastica «Risponderemo a questo atto con la quotidianità della tolleranza e della carità»
CASTELNOVO MONTI. «Siamo scosse, provate ma non spezzate. La risposta allo sfregio che abbiamo subito proseguirà ogni giorno della nostra vita nella pratica dell’accoglienza, della condivisione e della solidarietà».
Suor Michela è una delle quattro sorelle della congregazione mariana delle Case della carità che gestisce la struttura di Cagnola, a Castelnovo Monti.
sotto shoc. Ed è lei che, assieme alle sue sorelle, l’altro giorno, dopo la segnalazione dei carabinieri, ha scoperto la svastica disegnata sulla maglietta rossa del manichino che sabato scorso le suore avevano collocato lungo la provinciale 513 all’altezza del Casino. Era il loro mondo di manifestare pubblicamente l’adesione alla campagna di don Ciotti a favore dei migranti e contro le politiche del governo.
Le suore della casa della Carità di Cagnola certo non si aspettavano un atto vandalico contro un simbolo di pace, e tantomeno si attendevano uno sfregio e di chiara matrice politica.
nessuna denuncia. «Non abbiamo ancora fatto mente locale se sporgere denuncia su quanto accaduto oppure no – prosegue suor Michela –. Per il momento non abbiamo formalizzato alcunché. Abbiamo però intenzione di ribadire con forza, attraverso le preghiere, con ogni gesto che compiano ogni giorno, che per noi l’umanità viene prima di tutto».
E la vita delle suore di Cagnola corre quotidianamente sul filo della fratellanza e della carità: accolgono i poveri del territorio e con loro condividono. Accolgono migranti richiedenti asilo, e a loro cercano di dare un’alternativa. L’ultima, una donna, ha lasciato la casa di Cagnola pochi giorni fa: «Quella ragazza – dice suor Michela – ha scelto di continuare il suo percorso». E le suore della carità continueranno il loro.
LA LOTTA PROSEGUE. «Ma senza più atti dimostrativi – afferma la sorella –. Dando l’informazione dell’atto vandalico al sito Redacon abbiamo dato la nostra risposta: abbiamo utilizzato i social per portare a conoscenza dell’opinione pubblica un fatto grave. E le reazioni di sdegno, la solidarietà che abbiamo ricevuto sono state la dimostrazione che l’obiettivo l’abbiamo raggiunto. Ora è il momento di dimostrare – conclude suore Michela – che il tempo della tolleranza non è finito».
il consigliere comunale. Il consigliere comunale della lista civica “Progetto per Castelnovo”, Robertino Ugolotti affermare che «nessun episodo di vandalismo avvenuto nel nostro territorio, tantomeno l’oltraggio fatto sul manichino delle suore, può essere considerato una ragazzata, ma va condannato e respinto con forza».
«Non possiamo più permetterci di continuare a far finta di niente, né non individuare i motivi che hanno condotto, in questi ultimi mesi, a un aumento degli episodi di intolleranza nei confronti di chi la pensa in modo diverso».
La lista civica ripresenterà una mozione in consiglio con la richiesta di riprendere il lavoro della Comunità Educante: «Aggiornandola – conclude Ugolotti – al momento che stiamo vivendo e promuovendo una iniziativa dove questi temi vengano messi a confronto». —
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