Patteggiamenti negati Falbo e Ruggiero in aula dopo due anni e mezzo
BOLOGNA. Nel troncone bolognese di Aemilia il gup Francesca Zavaglia aveva respinto – al termine dell’udienza preliminare – i patteggiamenti riguardanti i due cutresi Salvatore Ruggiero (58 anni, un...
BOLOGNA. Nel troncone bolognese di Aemilia il gup Francesca Zavaglia aveva respinto – al termine dell’udienza preliminare – i patteggiamenti riguardanti i due cutresi Salvatore Ruggiero (58 anni, un tempo residente a Montecchio ma ora rientrato in Calabria) e Francesco Falbo (52 anni, vive nel Parmense, a Sorbolo).
Da quella decisione di primo grado sono trascorsi due anni e mezzo senza che se ne sapesse più nulla.
SI TORNA IN AULA. Ma ora la situazione è cambiata e per i due imputati – Ruggiero è difeso dall’avvocato Carmine Migale, Falbo dal legale Simone Servillo – è stato nuovamente incardinato a Bologna il processo, davanti però ad un giudice diverso. Punteranno su un altro rito alternativo (abbreviato o immediato) o vireranno verso il procedimento ordinario? Vedremo.
Intanto si può specificare che Ruggiero è accusato dalla Dda di intestazione fittizia con l’aggravante mafiosa. Per gli inquirenti, nello specifico Ruggiero – come altri imputati – avrebbe accettato il 2 marzo 2007 l’1% delle quote societarie della società edile “Impresa Vertinelli srl” (con sede legale a Crotone e sede operativa a Montecchio), per poi cederlo circa un anno dopo. Secondo i pm antimafia l’imprenditore Palmo Vertinelli (alla sbarra nel maxiprocesso in corso a Reggio Emilia) aveva attribuito fittiziamente le quote sociali per eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali.
MONTAGNE DI SOLDI. Invece Falbo – che si trova in questo procedimento sia come imputato che come parte civile – è accusato di reimpiego di capitali pur essendo consapevole (come altre 14 persone) della provenienza di parte del denaro dall’associazione mafiosa guidata da Nicolino Grande Aracri. Siamo nel “cuore” del cosiddetto affare Sorbolo, cioè di quel maxi intervento immobiliare che il capo d’imputazione colloca fra il 2007 e il 2015. Falbo venne poi estromesso dall’affare con minacce e intimidazioni. —
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