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LETTERA APERTA 

«Sempre più minacciato il commercio di vicinato»

«Sempre più minacciato il commercio di vicinato»

Confcommercio si rivolge ai sindaci dei Comuni reggiani per ottenere aiuto «Bisogna arrivare a formulare una politica di sostegno e rilancio delle attività» 

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REGGIO EMILIA. «Occorre un impegno effettivo a livello nazionale sulla tassazione delle vendite online, equiparandole alla tassazione del Paese in cui avviene la vendita (“web tax”)». Confcommercio Reggio Emilia vuole sottoporre alcune riflessioni fondamentali ai sindaci dei Comuni reggiani e lo fa tramite un documento che invia anche al presidente della Provincia.

Le delegazioni di zona di Confcommercio – Imprese per l’Italia Reggio Emilia – si vogliono fare portavoce di campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini sull’importanza di acquistare sul territorio di residenza, per avere un ritorno di utile immediato attraverso incentivi da concordare con le amministrazioni locali.

Inoltre, vorrebbero che si rendesse partecipe la forza del commercio ai tavoli di programmazione turistica, perché «non si può incentivare il turismo senza che la forza commerciale di un territorio indichi anche le proprie necessità».

Chi meglio dei commercianti – evidenziano il presidente provinciale Donatella Prampolini e i presidenti delle delegazioni di zona – «che tutti i giorni alzano le loro saracinesche nei centri e nelle periferie dei paesi e nelle più nascoste zone delle nostre montagne, e lo fanno per tutto l’anno restando sul territorio a stretto contatto coi cittadini e con chi lo visita, ne conoscono pregi e criticità?».

NEGOZI DI VICINATO. La Confcommercio ritiene fondamentale che il commercio sia visto come forza produttiva e vitale di un paese e di una comunità e come tale veda compiuti seri sforzi indirizzati a sostenerla.

«I negozi di vicinato sono minacciati sempre più dagli ipermercati, dagli orari di lavoro continuativi e sempre più prolungati, dalle aperture domenicali e dalle vendite on-line dei colossi del web, che pagano le tasse altrove e di fatto poi non sono sempre così convenienti».

Le delegazioni di zona ritengono che questo significhi meno entrate per i comuni e maggiori costi per i cittadini che si troveranno a pagare sempre di più i servizi essenziali erogati dai comuni che non saranno in grado di continuare ad erogare dato il calo delle entrate dal gettito fiscale loro spettante.

«Il cittadino non acquista in loco, il commerciante ha un fatturato minore, minori sono le entrate per le casse dello Stato che rigira la quota ai Comuni e il cittadino si ritrova con meno servizi».

RIFLESSIONI. Quello che la Confcommercio chiede alle amministrazioni e agli enti di sviluppo locale è di formulare una politica di sostegno e rilancio del commercio tradizionale per invertire la tendenza; anche in funzione degli investimenti fatti che sono volti a promuovere la mobilità in bicicletta e che per coerenza necessiterebbero di difendere se non addirittura rafforzare il servizio di vicinato.

«I centri dei paesi, le strade dei quartieri sono più vivi e ordinati se si torna a frequentarli grazie al sostegno al commercio che da parte sua ha tutto l’interesse, e lo ha fatto, a rendere la rete commerciale all'avanguardia con attività moderne e al passo con i tempi». —

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