Gazzetta di Reggio

Reggio

GUASTALLA 

Stupore e rabbia dei cittadini per le bollette della bonifica

Mauro Pinotti

Le lettere del Consorzio Terre dei Gonzaga vengono recapitate in questi giorni Alcuni cittadini si rivolgono agli avvocati per contrastare gli avvisi di pagamento

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GUASTALLA

In questi giorni sono arrivate nelle cassette postali dei cittadini guastallesi (e non solo), proprietari di immobili, terreni e fabbricati, molti avvisi di pagamento spediti dal Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga in destra Po, con scadenza 30 luglio. Altri ne arriveranno con scadenze compatibili con la consegna dell’avviso. Molti si sono chiesti il perché di quel contributo, e quale servizio copra. Stupore da parte di chi abita in centro, lontano dalle opere di bonifica, ed anche disappunto per l’arrivo delle bollette. Alcuni cittadini si sono rivolti agli avvocati per contrastare questi pagamenti.



La normativa stabilisce che i proprietari dei beni immobili (terreni e fabbricati) che ricadono nel comprensorio di bonifica sono tenuti a contribuire alle spese di esercizio e manutenzione delle opere di bonifica gestite dal Consorzio, nonché alle spese del suo funzionamento, necessario per la redditività di tutti gli immobili, in relazione al beneficio conseguito o conseguibile dall’attività di bonifica. Questi contributi costituiscono oneri reali sui fondi e il relativo pagamento è obbligatorio. «Per attività di bonifica a favore di terreni e fabbricati – spiega l'ingegner Raffaele Monica, direttore del Consorzio di Bonifica Terre di Zara in destra Po – si intende una estesa e complessa regimentazione delle acque piovane, reflue e risorgive provenienti dai collettori fognari dei centri abitati, dai fossi interpoderali, dai fossi stradali, da insediamenti rurali sparsi; acque che vengono raccolte da una capillare rete artificiale di canali in gestione consortile estesa oltre 900 chilometri e trasferite al fiume Po in località Moglia di Sermide (Mantova) mediante collettori di dimensioni sempre maggiori sino ai 2 finali (emissario Agro Mantovano-Reggiano e collettore Revere) aventi una portata rispettivamente di 40mila e 26mila litri ogni secondo. Ciascuno dei due scarichi è presidiato dalle piene del fiume con chiavica e controchiavica. A partire da primi anni del secolo scorso, gli scarichi sono stati integrati con altrettanti impianti di pompaggio che vengono azionati al fine di evitare allagamenti nel comprensorio di bonifica quando il livello delle acque del fiume supera quello dei canali interni. L’attività di bonifica è indipendente da quella irrigua, che è soggetta ad un contributo a parte».



«Per i terreni – ha continuato Monica – si aggiunge anche l’attività irrigua. Per essa si intende una articolata movimentazione idrica artificiale realizzata attraverso una diffusa rete consortile di canali a cielo aperto, canalette in cemento e condotte interrate, rete dotata di innumerevoli sbarramenti di ritenuta e di alcuni impianti di sollevamento a servizio di aree altimetricamente elevate; la derivazione idrica principale avviene dal Po a Santa Croce di Boretto mediante il pompaggio fino a 20mila litri al secondo, risorsa che raggiunge il comprensorio attraverso il cavo Parmigiana-Moglia, dal quale viene prelevata dopo 15 chilometri, in località Ponte Pietra di Guastalla, per dominare la zona in sinistra Secchia e dopo 50 chilometri in località Bondanello di Moglia (Mantova) per dominare la zona in destra Secchia. —



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