Test per alcol e droga sull’investitore ma si ipotizza una distrazione fatale
Il pm non ha deciso sull’autopsia. Ancora da fissare il funerale di Giovanna Ganassi. La commozione del paese
CASALGRANDE. L’indagine del pm Claudio Santangelo – che sta coordinando l’intenso lavoro della polizia municipale Tresinaro Secchia – va prendendo forma in queste ore a partire dall’iscrizione nel registro degli indagati dell’automobilista 76enne che ha investito e causato la morte della 75enne Giovanna Ganassi.
l’indagine. L’accusa per il pensionato è omicidio stradale. Inoltre, vi sono le lesioni causate a chi (tre bimbe di 3, 5 e 6 anni, oltre alla 76enne Maria Ragusa) con la vittima stava attraversando sulle strisce di via Statale 162. Da quanto ricostruito dagli inquirenti, la macchina investitrice (una Fiat Croma) viaggiava a velocità molto bassa e non ha lasciato segni di frenata sull’asfalto, investendo però le due anziane e le tre bambine. Ma perché il pensionato – con regolare patente di guida – ha causato quest’incidente che poteva avere esiti ancora più gravi? Il 76enne è stato sottoposto ai test sulla presenza di alcol o droga nel sangue: accertamenti fatti al pronto soccorso dell’ospedale di Scandiano, dove giovedì il pensionato è giunto illeso ma in stato confusionale. Gli esiti di queste verifiche sullo stato psicofisico del guidatore si conosceranno nelle prossime ore. Non avendo fatto nulla per evitare il terribile impatto, chi indaga sta cercando di capire se l’investitore sia stato tradito da una distrazione o da un leggero malore, oppure sia stato abbagliato dal sole. Dato che non tutti gli elementi sono stati raccolti – il pm Santangelo non ha ancora deciso se effettuare o meno l’autopsia; anche l’auto sotto sequestro viene ancora esaminata per avere dei riscontri sulla dinamica ipotizzata – non è stato ancora sentito l’indagato e, nel caso gli inquirenti intendano interrogarlo, sarà affiancato dall’avvocato difensore. È anche possibile, ma non ancora certo, che verrà disposta una perizia cinematica (sarà necessaria se sussisteranno dubbi sulla dinamica dell’incidente stradale).
il CORDOGLIO. Una vera e propria processione di vicini di casa, amici e conoscenti: l’abitazione dove la vittima, la 75enne Giovanna Ganassi, risiedeva in un edificio bifamiliare, assieme al figlio Massimo Fontana e ai nipoti, in via Pellati a Sant’Antonino di Casalgrande, in queste ore è meta di numerose visite. «Abbiamo ricevuto tantissime attestazioni di solidarietà: sono passati tutti, e tutti hanno dimostrato affetto nei confronti di mia madre – ha dichiarato ieri il figlio Massimo –. Ci ha fatto piacere tanta vicinanza. Poco fa ho visto anche i genitori delle bimbe, che stanno meglio, per fortuna. Anch’io ero preoccupato, quelle bambine sono cresciute a casa mia». Il funerale di Vanna – ex negoziante a Fiorano, vedova dal 2011 di Bruno Fontana, la quale si prestava a custodire le due sorelline e la figlia dei vicini – è bloccato, ma la famiglia spera di poterlo celebrare nella chiesa davanti alla quale è avvenuta la tragedia, «entro sabato».
IL SEMAFOro no, bande sonore sì. Subito dopo il dramma, il parroco di Sant’Antonino, don Carlo Taglini, ricordando l’altro incidente mortale in quello stesso punto nel settembre del 2017, ha chiesto l’installazione di un semaforo sulla ex statale 162, ora comunale. «Esiste già un semaforo pedonale a cento metri, verso Casalgrande. Non possiamo metterne un altro – ha replicato il sindaco Alberto Vaccari –. Ma stiamo valutando una soluzione. Ora c’è un dosso, installeremo altri sistemi di rallentamento come le bande sonore. Mentre è già previsto, a settembre in un altro punto della frazione, l’allestimento di dissuasori elettronici che indicano la velocità. —
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