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Un sit-in e un pranzo per condannare lo sfregio della svastica

Un sit-in e un pranzo per condannare lo sfregio della svastica

Comune e Libera lo hanno organizzato all’oratorio «Per solidarietà verso le suore e contro ogni razzismo» 

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castelnovo monti. L’oltraggio con la svastica sulla maglietta rossa del manichino della suore della Casa di carità di Cagnola non è destinato a finire presto nel dimenticatoio. Perché il Comune di Castelnovo Monti e la sede di Reggio Emilia di Libera ribadiranno il loro “#iorestoumano” con un sit-in e un pranzo al sacco. Un modo per ritrovarsi, stare insieme e affermare i principi di accoglienza e tolleranza.

L’APPUNTAMENTO. Il pranzo comunitario, al quale tutti i cittadini sono inviatati (info e adesioni: 327 8781111 – reggioemilia@libera.it), è stato fissato per le 13 di domani davanti all’oratorio di via Pieve a Castelnovo. Chi parteciperà, è invitato a indossare una maglietta rossa «per contrastare l’emorragia di umanità».

«Sarà un momento per esprimere la propria vicinanza alle suore di Cagnola – spiegano da Libera – per esortare nuovamente a un risveglio delle coscienze, per riflettere senza pregiudizi e ipocrisie sul dramma umanitario che si sta consumando da ormai troppi anni ai nostri confini e per condannare ogni forma di violenza e razzismo.

BINI: ATTO TERRIBILE. Secondo il sindaco di Castelnovo Enrico Bini, «si è trattato di atto terribile e inaccettabile quello che si è verificato martedì mattina alla Casa di carità di Cagnola. Ho fatto visita alle suore per esprimere la massima solidarietà e condannare totalmente gli ignoti che hanno dipinto una svastica sulla maglietta rossa del manichino, che avevano vestito sabato scorso per aderire all’appello di Libera contro le morti dei migranti nel Mediterraneo. Questo gesto rappresenta un attacco alle nostre radici etico-culturali, intrise di accoglienza e umanità. Ritengo che, in un momento storico difficile come questo, sia necessario fermare ogni manifestazione di razzismo e sensibilizzare le persone a una nuova coscienza collettiva più aperta alla solidarietà. Il sit-in e il pranzo hanno proprio l’obiettivo di porre l’accento sulla condanna verso ogni tipo di violenza e pregiudizio». —

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