Gazzetta di Reggio

Reggio

GUASTALLA 

Bonifica, ecco la spiegazione degli aumenti nelle bollette

Mauro Pinotti

Due i fattori decisivi: le cifre sono basate sulla rendita anziché sulla superficie Ed è cambiata la banca dati: non più quella del Consorzio ma quella del Catasto

3 MINUTI DI LETTURA





GUASTALLA

Continuano a far discutere le bollette del Consorzio di bonifica Terre dei Gonzaga, recapitate anche a persone che in passato non le avevano mai ricevute. C’è chi si è rivolto a un avvocato. In alcuni casi in bolletta è stato applicato un aumento.



Per sapere chi è tenuto a pagare, e quanto, occorre verificare se gli immobili soggetti a contributo sono gli stessi rispetto al passato. Da quest’anno i dati provengono dal catasto e non da una banca dati del consorzio di bonifica. Se anche questi sono identici, allora l’aumento è la conseguenza del nuovo Piano di classifica, basato sulla rendita anziché sulla superficie. In merito alle polemiche e alle proteste di alcuni cittadini che si sono trovati nella cassetta postale la bolletta da pagare, Raffaele Monica, direttore del Consorzio di bonifica Terre dei Gonzaga in destra Po, precisa: «Il contributo serve al consorzio per eseguire la manutenzione e il controllo dei canali di raccolta e allontanamento delle acque piovane al fine di evitare ristagni e alluvionamenti sul territorio. Anche le abitazioni potrebbero essere alluvionate durante i temporali, se i canali non fossero mantenuti in efficienza per raccogliere le acque provenienti dalle fognature. Alcuni contribuenti hanno ricevuto o riceveranno l’avviso di pagamento per la prima volta a seguito dell'allineamento della banca dati del Consorzio con quella dei servizi catastali dell’Agenzia delle Entrate, più aggiornata; oppure nel caso che precedentemente il tributo richiesto non raggiungesse il minimo contributivo, che da 10,33 è passato a 12,50 euro. Gli avvisi vengono inviati ai proprietari in tempi diversi per migliorare l’assistenza in caso di chiarimenti, quindi potrebbe non essere stato ancora recapitato».



Molti si chiedono perché pagare questo servizio se si paga già la bolletta sulla fognatura. «Le acque piovane non si infiltrano nel sottosuolo, ma finiscono in fognatura, se c’è, oppure in fossi a cielo aperto. Per evitare che danneggino le proprietà vicine, tutti i fossi confluiscono in canali più grandi che sono pubblici e mantenuti dal Consorzio – precisa Monica –. Quindi, se non fosse svolta l’attività di bonifica, l' immobile potrebbe essere anche circondato da acquitrini (anche vere e proprie paludi come fino agli inizi del '900), limitandone la funzionalità. Per la fognatura si paga il servizio di depurazione delle acque nere che è in carico all’utilizzatore del fabbricato; il proprietario deve pagare lo scolo delle acque piovane di cui si occupa la bonifica. Il contributo è stato determinato sulla base del beneficio che l’immobile trae dalla efficienza delle opere di bonifica. Il grado di beneficio è calcolato sulla base di indici tecnici ed economici: quelli tecnici dipendono dalla posizione dell’immobile sul territorio, quelli economici dalla rendita catastale». Per ogni informazione è disponibile il numero verde 800912172. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google