«Io paracadutato a Sabar? Sono cavolate»
L’ex deputato Pd Paolo Gandolfi sulla nomina a presidente della società di gestione dei rifiuti della Bassa Reggiana
REGGIO EMILIA. «Sono fuori dalla politica. Mi hanno chiesto di amministrare al meglio e ho detto sì». E poi: «I soldi? Io non ho chiesto nulla. E comunque io lavoro e non traggo il mio reddito da lì». E ancora: «Paracadutato? Porte girevoli? Non sanno di cosa stanno parlando. Sono cavolate. Mi hanno cercato perché ho le competenze richieste». È finito nella bufera. Ma rispedisce al mittente ogni polemica. Così, raggiunto telefonicamente dalla Gazzetta, l’ex parlamentare Pd, Paolo Gandolfi, interviene sulle polemiche sollevate per la sua nomina a presidente del cda di Sabar Spa, l’azienda pubblica di gestione rifiuti che conta come soci i Comuni di Boretto, Brescello, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Novellara, Poviglio e Reggiolo. Una nomina comparsa sul sito della società, nella quale si parla di un compenso annuo di 10.200 euro lordi. Fra le nomine, anche quella di Francesco Notari, commercialista ed ex assessore alle Partecipate del Comune di Reggio, diventato consigliere del cda con un compenso annuo di 6.000 euro lordi.
OPPOSIZIONI ALL’ATTACCO. La polemica è stata sollevata da Cristina Fantinati, consigliera di Forza Italia a Novellara e in Provincia, che ha depositato una mozione sulle nomine nella quale si parla di «due politici di spicco del Pd» e si chiede al sindaco di «escludere che tali nomine siano legate ad un eventuale progetto di fusione tra Sabar e Iren», aggiungendo la necessità di «revocare la nomina». Fra le richieste, anche quella di «individuare persone esperte e competenti», che siano «rappresentative del territorio della Bassa Reggiana e che non siano espressione di partiti politici».
DA FORZA ITALIA AL M5S. A ruota sono arrivate anche le reazioni del M5s, puntando il dito sull’ipotesi di una cessione di Sabar a Iren. «La nomina di due esponenti Pd non lascia presagire nulla di buono – dichiarano il deputato M5s, Davide Zanichelli, e la consigliera dell’Unione, Elena Mazzoni – Non possiamo permettere che Sabar faccia la stessa fine di molte piccole società pubbliche acquisite da Iren». Un sospetto sul quale accende i riflettori anche Cinzia Rubertelli, capogruppo in Sala Tricolore di Grande-Reggio: «A Reggio, si sa, la prassi delle porte girevoli è in voga da tempo. E continua a resistere, nonostante lo tsunami politico decretato dalle elezioni di marzo».
LA REPLICA. Un’ondata di polemiche alla quale risponde lo stesso Gandolfi, rispedendo al mittente ogni sospetto: «Cessione a Iren? Non ho ricevuto nessun mandato di questo tipo – risponde – al contrario, i Comuni soci sono molto gelosi della loro autonomia, anche se è chiaro bisognerà interrogarsi sul futuro. Non rappresento la Bassa? Se è un problema di nascita ci riduciamo a una polemica bassissima. Vorrà dire che Pinuccia Montanari dovrà lasciare il suo incarico a Roma perchè è di Reggio Emilia». —
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