«Personaggi privi di scrupoli la vita umana conta poco»
Il dirigente della squadra mobile racconta l’operazione e le indagini che hanno aperto una finestra sulle gestione delle tratte africane
reggio emilia. Le indagini condotte dalla squadra mobile reggiana non sono importanti solamente perché hanno interrotto un circuito di brutale sfruttamento della prostituzione, anche minorile, in città. Ma acquisiscono una rilevanza internazionale soprattutto perché hanno aperto una finestra su un fenomeno difficilmente ricostruibile: la tratta di esseri umani in territorio africano.
A spiegarne i dettagli il dirigente della Mobile di Reggio Emilia, Guglielmo Battisti: «Partendo da via Veneri (dove abitava la coppia arrestata, ndr) abbiamo ottenuto uno squarcio del fenomeno criminale del traffico di esseri umani attualmente operante in Nigeria. E abbiamo scoperto assenza di empatia e scrupoli da parte dei trafficanti, per i quali la vita umana conta davvero poco».
Non importa, infatti, che tutti coloro che partecipano al viaggio sopravvivano perché «lavorano sulla quantità – prosegue Battisti – non importa come arrivino, basta che poi il saldo venga pagato». Un’indagine lunga e complessa per la quale il dirigente ringrazia «la procura distrettuale di Bologna e il dottor Ceroni, che l’ha coordinata», ma mai «condotta contro le prostitute, piuttosto contro i loro sfruttatori».
Intercettazioni e interrogatori che hanno portato alla luce anche elementi sorprendenti: «Finora – conclude Battisti – credevo che i riti voodoo o l’idea che le ragazze partissero convinte di fare una vita migliore in Italia fossero solo luoghi comuni. E invece i racconti della 17enne, in tutta la sua disarmante ingenuità, dimostrano che credono davvero a entrambe le cose quando partono dai Paesi d’origine». —
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