Tagli ai vitalizi, Castagnetti «Un precedente pericoloso»
L’ex segretario del Ppi: «Potranno essere toccate anche le pensioni dei cittadini» Barbieri (Pdl): «La delibera è incostituzionale, farò ricorso, vedremo come finirà»
reggio emilia
Mentre il vicepremier Luigi Di Maio promette tagli anche alle pensioni d’oro, c’è chi ancora pensa alla delibera del presidente della Camera, Roberto Fico, che farà scattare il ricalcolo con metodo contributivo dei vitalizi parlamentari degli ex deputati a partire dal primo gennaio 2019.
«Una misura – tuona Emerenzio Barbieri – che non ha le gambe per camminare. Vedremo come andrà a finire. Sicuramente se il ricalcolo vale per noi, deve valere anche per tutti gli italiani».
Per l’ex deputato di centrodestra (tre legislature all’attivo, prima con l’Udc poi con il Pdl) è soprattutto una questione di principio: «Io non ho fatto calcoli – dice – non so proprio di quanto verrebbe ritoccato il mio vitalizio, ma la delibera non è accettabile: è il primo intervento nella storia repubblicana ad avere valore retroattivo sulla previdenza. È incostituzionale, staremo a vedere chi avrà ragione. Intanto ho contattato l’avvocato Maurizio Paniz, a cui si sono già rivolti molti parlamentari del Veneto: farò ricorso».
E aggiunge: «Se il ricorso dovesse essere accettato non sarà la Camera che dovrà risarcirci ma chi ha votato la delibera. Quindi...».
E se Mauro Del Bue non vuole commentare, Pierluigi Castagnetti, tra i più colpiti dalla scure, è amareggiato. «Prima del ricalcolo percepivo 4.790 euro netti – spiega – con la riduzione del 55% arriverò a 2.100 o poco più. Pensare che sono stato l’unico a rinunciare al vitalizio della Regione, visto che avevo già quello della Camera, e mi sono anche licenziato rinunciando alla pensione da dirigente pubblico».
Ma l’amarezza non dipende dai soldi. «Davanti a Montecitorio un capannello di cittadini urlava “Ladri! Ladri!” – racconta – io non sono un ladro. Capisco che se un cittadino paragona la propria pensione a un vitalizio avverta uno squilibrio, ma credo sia giusto che ognuno difenda la propria dignità e il proprio lavoro. Questo provvedimento è pericoloso per tutti, anche per le persone che sono animate da uno spirito anti-casta: la maggior parte dei pensionati, dato che il criterio contributivo è stato applicato dal ’96, potrebbe subire lo stesso trattamento. Mi auguro che a nessuno venga in mente di estendere il precedente alla pensione dei cittadini, guadagnata con sudore, ma Di Maio ha già detto che toccherà le pensioni superiori ai quattromila euro...». E ancora: «Chi dice che non verranno toccate quelle da tremila? È l’incertezza della legge il problema: distinguiamo tra il rancore sociale che può esserci, ma non condivido, nei confronti della politica e il rigore dei provvedimenti che si assumono». A tal proposito Castagnetti, deputato per sei legislature ed ex vicepresidente della Camera, ha molti dubbi: «Questa procedura è stata avviata con una decisione dell’ufficio di presidenza e non dell’aula; e con assoluta opacità e squilibrio dei criteri adottati. Ci sono addirittura persone che avrebbero un vitalizio superiore a quello percepito finora».
Per Castagnetti la soluzione ideale sarebbe stata un’altra: «Un prelievo di solidarietà percentualizzato in base al vitalizio percepito, anche del 40%. Sarebbe stato più equo e non incostituzionale». —
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