Gazzetta di Reggio

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intervista 

«La Lega non cambia noi M5S Tagli ai vitalizi, cosa di sinistra»

Evaristo Sparvieri
«La Lega non cambia noi M5S Tagli ai vitalizi, cosa di sinistra»

Spadoni, vicepresidente della Camera, sulla scure agli assegni degli ex deputati «Castagnetti? Punta a mantenere un privilegio. Noi vogliamo equità sociale»

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REGGIO EMILIA

«Castagnetti sul taglio dei vitalizi? Mi fa sorridere». E poi: «Il dl Dignità? È un provvedimento giustissimo». E ancora: «La Lega? È chiaro che siamo diversi. Per questo c’è un contratto di governo. Ma la nostra linea non è affatto cambiata». È un braccio destro del vicepremier, Luigi Di Maio. E il taglio dei vitalizi porta anche il sigillo del suo voto. A Maria Edera Spadoni, vicepresidente della Camera, non sono sfuggite le reazioni degli ex deputati reggiani, contrari e critici alla scure che si abbatterà dall’1 gennaio sugli assegni dei vitalizi. Come Pierluigi Castagnetti, che non ha esitato a considerare il provvedimento «un precedente pericoloso», soprattutto nel caso sia esteso «alle pensioni dei cittadini». Per Spadoni si tratta di «terrore mediatico per mantenere un privilegio».

Vicepresidente, si aspettava questa levata di scudi?

«Certe reazioni, come quelle di Castagnetti, fanno sorridere e sono intellettualmente sbagliate. La delibera nell’Ufficio di presidenza è stata approvata anche dal Pd, a favore come M5s, Lega e Fdi. Solo Forza Italia si è astenuta. Leu non ha partecipato al voto per timore delle diffide. Non si può parlare di pericolo per i pensionati. Il vitalizio non rientra in un sistema pensionistico. È una rendita approvata negli anni ’50 dall’Ufficio di presidenza. Non può essere considerata una pensione. Sono due sistemi diversi. Per questo mi fa sorridere Castagnetti quando dice di pensare ai pensionati. Dov’era quando hanno introdotto la Fornero?».

Di Maio però ha parlato di taglio delle pensioni d’oro...

«Le pensioni d’oro sono da sempre una nostra battaglia. È inutile negarlo. Sopra i 5mila euro cercheremo di fare tagli. Il Governo stabilirà come».

Sui vitalizi si annunciano ricorsi. E per molti l’operazione ha valore solo mediatico: porterà solo 40 milioni di risparmi all’anno. È così?

«Noi siamo riusciti a portare avanti un provvedimento di equità sociale. Chi ha avuto tagli sostanziosi vuol dire che finora ha avuto più di quanto abbia versato. È un provvedimento che riavvicina la politica ai cittadini. Ricordo che i vitalizi sono stati introdotti con delibera dell’Ufficio di presidenza. Dire che il taglio doveva passare per l’Aula è un controsenso. Per questo abbiamo pensato che una delibera fosse dal punto di vista tecnico lo strumento più veloce e giusto. È vero, poteva passare per l’Aula. Ma i vitalizi non sono stati introdotti con una legge. Fra l’altro noi abbiamo appoggiato anche la proposta di Richetti del Pd, affossata dallo stesso Pd».

E il Senato? Lì la presidenza è di Forza Italia...

«Ci auguriamo che il provvedimento si faccia anche in Senato quanto prima. I rappresentanti M5s cercheranno di velocizzare l’iter».

Non è solo uno spot? Qualcuno dice lo stesso sul dl Dignità, su cui Di Maio ha sollevato accuse di sabotaggio...

«Io mi fido di Luigi. Non posso dire cosa sia successo. Ma Luigi è molto preciso nel suo lavoro. Ci stava lavorando da due mesi. Il decreto Dignità vuole essere un provvedimento di sinistra, che portiamo avanti ricevendo anche critiche. Berlusconi lo considera un provvedimento comunista. Anche qui si tratta di un atto di equità. Penso alla lotta al precariato, con la diminuzione di durata dei contratti a tempo determinato. Una società precaria non conviene a nessuno. E c’è l’orgoglio della lotta al gioco d’azzardo».

Un tentativo per recuperare terreno sulla Lega, che sta monopolizzando il dibattito pubblico?

«Bisogna fare una premessa. Siamo diversi dalla Lega. Per questo abbiamo firmato un contratto. Loro hanno una linea di destra. Noi siamo post ideologici e non abbiamo la stessa connotazione. Ma non si pensare che si ragioni solo in termini di campagna elettorale permanente. Si tratta di coerenza. Noi stiamo facciamo le cose che diciamo da sempre. Come i tagli ai nostri stipendi: io ho restituito 190mila euro al microcredito. Salvini sui migranti ha una linea estrema. Ma fa quello che dice da sempre di voler fare, chiamando in causa l’Europa tutta. Bisogna uscire dal contesto ideologico dove accogliere tutti vuol dire essere di sinistra, accusando gli altri di fascismo e razzismo. Dietro la tratta di esseri umani ci sono mafie e criminali. Deve essere interrotta».

Nessun mutamento genetico del M5s?

«Nessun mutamento. È chiaro che un governo solo M5s non sarebbe arrivato a chiudere i porti. Noi siamo per l’accoglienza, ma vogliamo che chi ha diritto di rimanere abbia una vita dignitosa. Non vogliamo donne schiave e bambini dispersi. Ed è un f atto che ora i Paesi europei hanno cominciato a collaborare». —





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