Reggiana, insulti e minacce di morte contro Mike Piazza sui muri della sede
Le scritte sono comparse nella notte in via Mogadiscio Sulla vicenda ora indaga la Digos, si analizzano i filmati
Insulti e vere e proprie minacce di morte, scritte con lo spray sulle mura della sede della Reggiana Calcio, in via Mogadiscio. Un blitz, quello compiuto nella notte fra sabato e ieri, contro la proprietà e contro il presidente, Mike Piazza, a poche ore dalla scadenza prevista oggi alle 19 per presentare il ricorso per l’iscrizione della squadra alla serie C. La tensione in vista della dead line si alza quindi sempre di più fra gli ultras – ormai stanchi di una vicenda che ha assunto i contorni grotteschi di una telenovela senza fine – e la dirigenza dei Piazza. Mentre la serie C pare, ogni ora che passa, un miraggio sempre più lontano.
«Piazza devi morire», «Iscrizione o morte» e «Fallire uguale morite» sono alcune delle minacce, pesantissime, che i dipendenti della Reggiana hanno trovato in via Mogadiscio sabato notte. Immediato l’allarme lanciato alle forze dell’ordine, con la polizia e i carabinieri che sono intervenuti sul posto intorno alle 22. Il raid, compiuto quasi certamente da un gruppo di ultras granata esasperati, sarebbe avvenuto poco prima. I tifosi, armati di bombolette spray di colore nero, hanno preso di mira i muri esterni alla sede e quelli del ricovero attrezzi. Lasciando, in pochi istanti, impressi nell’intonaco giallo i loro “pensieri”.
Di questa vicenda, che aggiunge altra tensione a una storia già di per sé infelice come quella della Reggiana, si stanno ora occupando gli uomini della Digos reggiana, coordinati dal dirigente Lucio Di Cicco.
Di particolare importanza per identificare i responsabili saranno le immagini di videosorveglianza della zona. Se infatti le telecamere di sicurezza installate nella sede granata sembra non inquadrino quelle porzioni di mura, gli inquirenti sono certi di trovare elementi utili in quelle presenti in strada. Tanto che pare la polizia abbia già idea di chi possa essere stato ad aver compiuto il raid.
Nonostante le minacce di morte, comunque, secondo la questura la sicurezza dei coniugi Piazza non è a rischio al momento. La loro abitazione continua ad essere presidiata con costanza da poliziotti e carabinieri, che transitano in zona a intervalli regolari, ma per adesso non sono in programma altre forme di sorveglianza più serrate. Non è detto però che la situazione non possa cambiare nei prossimi giorni, visto che la tensione fra gli ultras e la proprietà è in continua salita.
Si è arrivati al dunque. Dopo più di un mese di continui cambi di decisione da parte della proprietà granata quella di oggi è una giornata senza ritorno. O si presenta il ricorso per la mancata iscrizione al campionato di serie C oppure la Reggiana l’anno prossimo giocherà nei dilettanti. Gli incartamenti da inviare nella sede di Firenze della Lega sono già stati preparati nei giorni scorsi dai dipendenti, ma sono completamente inutili se ad essi non saranno allegate anche le garanzie bancarie che fino a questo momento non sono arrivate.
Serve la fideiussione da 350.000 euro e un piano di pagamenti dei contributi degli stipendi che non sono stati versati nelle scorse settimane, ovvero altri 750.000 euro.
Mike Piazza e Victor Dana stanno provando ad arrivare al dunque, ma al momento non si è ancora trovata la soluzione. I soldi per adesso ancora non ci sono, ma dopo la giornata di oggi non ci sarà un’altra possibilità.
Entro le 19 di oggi tutto dovrà essere inviato in Lega e tutto è ancora nelle mani della famiglia Piazza. Sono loro gli unici che in questo momento possono salvare il club dalla serie D. —
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