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Reggio Emilia, ladruncolo finge di essere minorenne e poi piange in aula: condannato a 10 mesi

Reggio Emilia, ladruncolo finge di essere minorenne e poi piange in aula: condannato a 10 mesi

Il marocchino Hassan Lehelali non trattiene le lacrime dopo la sentenza di condanna a 10 mesi di reclusione che lo mantiene in carcere

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REGGIO EMILIA. Prima ha provato a spacciarsi per minore ma è stato smascherato, poi il pianto a dirotto in aula quando è stato condannato per uno dei due reati di cui è accusato (tentato furto aggravato) perché l’ha mantenuto in carcere.

La vita al limite del giovane marocchino Hassan Lehelali si è mostrata in tutta la sua evidenza ieri in tribunale: non ha fissa dimora, non è chiaro se sia in regola con il permesso di soggiorno, è finito nei guai perché in via Veneri – nella notte fra domenica e ieri – ha forzato con una sbarra metallica il portellone del furgone di un imbianchino, ma è stato scoperto perché tradito dai rumori fatti all’interno del mezzo, da qui la segnalazione alla polizia che è prontamente intervenuta. Gli agenti hanno trovato il nordafricano in possesso di un telefonino rubato ad una donna di Castellarano (scattata pure l’accusa di ricettazione).

In udienza Lehelali ha detto di essere entrato nel furgone per dormire e tutti quei rumori erano dovuti al fatto che non riusciva ad uscire. Il giudice Simone Medioli Devoto non l’ha creduto – arresto convalidato e applicazione della misura in carcere – men che meno che fosse minore, in quanto Hassan già nel 2015 aveva usato questo stratagemma (era a processo sempre per un reato contro il patrimonio) e in ospedale con la radiografia al polso ed alla mano si erano resi conto che era maggiorenne.

Giudicato con il rito abbreviato sul tentato furto (la ricettazione sarà al centro di un altro processo), la Procura ha chiesto una condanna a 2 anni di carcere e 400 euro di multa. Di diverso avvisa il difensore Rita Gilioli: «Va assolto, cercava solo un riparo per dormire, uno poi che vuol rubare non fa tutti quei rumori». Il giudice l’ha condannato a 10 mesi di carcere e 300 euro di multa. E spuntano le lacrime...

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