«Impossibile avere le analisi sui cinghiali trasformati in cibo»
Quattro castella. «Abbiamo scoperto che la ventina di cinghiali uccisi nelle due battute di caccia selettiva , compiute in marzo nell’oasi di Bianello, sono stati inviati a un’azienda di lavorazione...
Quattro castella. «Abbiamo scoperto che la ventina di cinghiali uccisi nelle due battute di caccia selettiva , compiute in marzo nell’oasi di Bianello, sono stati inviati a un’azienda di lavorazione di carni. Ci siamo mobilitati chiedendo copia delle ispezioni e delle analisi eseguite sui capi, per sapere se erano malati visto che sono stati utilizzati per l’alimentazione umana. Ma non siamo riusciti ad avere copia degli atti». La denuncia di Clizia Ferrarini, responsabile di Legambiente per Val d’Enza è condivisa anche da Dino Vecchi, responsabile della Lega per l’abolizione delle caccia e Marco Antonio Sarti, responsabile Lav Reggio Emilia.
Si tratta dei firmatari della lettera, inviata il 31 maggio scorso, all’Area territoriale veterinaria dell’Ausl di Reggio Emilia, appunto per capire qualcosa di più sulle condizioni degli animali. «È incredibile – prosegue Ferrarini – ma nessuno ci ha risposto. Evidentemente per i cittadini venire a conoscenza di fatti che li riguardano direttamente, è quasi impossibile».
Lo scambio di missive tra ambientalisti e istituzioni, è partito subito dopo le battute del 9 e 13 marzo. La prima, del 15, è alla polizia provinciale. E questa è la risposta: «I cinghiali sono stati trasferiti al centro di lavorazioni carni di San Valentino a Castellarano dove il servizio veterinario di Scandiano ha compiuto l’ispezione sanitaria. Informazioni relativo all’esito delle indagini possono essere chieste all’Ausl».
Il 31 maggio la richiesta di copia delle analisi viene inviata al responsabile Atv Scandiano, Giovanni Diquattro. La risposta, negativa, arriva il 21 giugno dal dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl: «Non abbiamo competenza a evadare la richiesta».
Legambiente, Lav e Lac insistono e il 26 giugno chiedono chiarimenti alla polizia provinciale, in particolare, a coloro che hanno compiuto le battute. Il 3 luglio c’è la risposta: «Non abbiamo competenza in materia di controllo dell’igiene. Pertanto non risulta agli atti la documentazione richiesta». «A questo punto – dice Ferrarini – vorremmo capire a chi dobbiamo rivolgerci per avere copia delle analisi. Ci sembrano informazioni importanti e di sicuro i cinghiali non sono soggetti a privacy». Non sono, però, gli unici dubbi di Legambiente: «Vorremmo anche capire l’urgenza della battute compiute a Bianello – conclude Ferrarini – Perché analizzando i numeri risulta che gli incidenti stradali a Quattro Castella, prima delle battute, non sono aumentanti». —
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