La palla al sindaco Pronte le cordate ma la D non è certa
Gli scenari: il titolo sportivo va al primo cittadino di Reggio che ora potrà indire un bando pubblico per riassegnarlo
reggio emilia
Terminata l’avventura tra i professionisti, è già tempo di guardare al futuro prossimo per creare immediatamente, inteso come nella stagione che verrà, una squadra di calcio che rappresenti la città di Reggio Emilia nella categoria immediatamente inferiore a quella attuale, cioè la serie D. La storia della Reggiana e della città meritano tutto questo e il discorso sta in piedi perché, proprio per un motivo di blasone e di passato, la nuova società che dovrà dare seguito alla morte del vecchio club granata nascerà e potrà ottenere la quarta serie – anziché l’Eccellenza – sulla base di queste considerazioni storiche.
Ora, per mantenere una metafora calcistica, la palla passerà al sindaco della città Luca Vecchi, detentore del titolo sportivo perso dalla vecchia Reggiana, il quale una volta certificato che la nuova società non verrà iscritta alla serie C (il verdetto ufficiale della Figc verrà emanato entro il 20 luglio) potrà fare richiesta al commissario della stessa Federazione, Roberto Fabbricini, di poter iscrivere un nuovo sodalizio che rappresenti la città di Reggio Emilia in un campionato dilettantistico, indicando la serie D.
«Voglio dire che non finisce qui – ha detto ieri sera il sindaco in una conferenza stampa – ci possono essere e ci devono essere le condizioni per ripartire insieme, auspicando che le forze economiche migliori della nostra città comprendano le difficoltà del momento e si dicano disponibili a dare una mano».
Dopo la nuova richiesta di affiliazione, il sindaco Vecchi indirà un bando per concedere la possibilità di partecipare a tutti i soggetti interessati a dare una mano nella nuova società e solo con un atto politico, dopo aver valutato chi avrà le carte in regola, il primo cittadino affiderà il titolo sportivo alla nuova proprietà, che dovrà essere completamente staccata dalla precedente. Ovviamente, i termini per l’iscrizione anche in sovrannumero alla serie D saranno decisi dal Commissario Figc, ma solitamente si parla dei primi cinque, sei giorni di agosto. «Abbiamo poco tempo – ha proseguito il sindaco – e non possiamo oggi promettere perché sarebbe improvvido, di poter iscrivere la Reggiana in serie D. Serve un progetto economicamente solido e delle persone che presentino pubblicamente le proprie intenzioni per il futuro nel medio periodo della Reggiana».
Una soluzione, questa, che fa riferimento all’articolo 52 comma 10 delle norme organizzative interne della Federazione. Proprio come avvenne a Modena nella scorsa stagione, con la differenza che oltre Secchia ebbero la possibilità di scegliere con più calma la cordata “giusta” per ripartire.
Ma è una soluzione adottata in tante altre realtà, come Rimini, Parma e forse Cesena assieme alla Reggiana quest’anno.
L’ingegnere laziale, a capo della cordata che coinvolge alcuni sponsor attuali della Reggiana e un imprenditore veneto rimasto anonimo, aveva manifestato interesse nei burrascosi giorni precedenti l’esclusione. Contattato telefonicamente, Marco Arturo Romano ha confermato le sue parole pronunciate mercoledì scorso: «Siamo a disposizione del sindaco, della squadra e di tutta la città – disse commentando la fine delle trattative per il salvataggio in C –. Cerchiamo di costruire un progetto a medio-lungo termine attorno alla Reggiana. Abbiamo già abbozzato un programma per ripartire dalla serie D e nei prossimi giorni fare un incontro con gli altri partner a Reggio».
Ora a quelle parole dovranno seguire i fatti. I tempi sono ristretti, serve un piano di ripartenza immediato. —
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