Morto in ospedale il 66enne che ha sparato in bocca alla compagna ed è precipitato dal tetto
Carlo Pibiri aveva sparato in bocca alla 52enne reggiana Annamaria Parmeggiani, e poi era precipitato da un tetto durante la fuga. È deceduto al Maggiore di Parma, stabile e in osservazione la donna
REGGIO EMILIA. È morto nel reparto di Rianimazione al Maggiore di Parma Carlo Pibiri, l’uomo di 66 anni che domenica mattina aveva ferito, sparandole al volto, la compagna di 52 anni e che poi era precipitato da un tetto dove si era rifugiato all’arrivo della Polizia. Proprio a causa della caduta l’uomo, agricoltore di origini sarde, era stato portato in gravissime condizioni all’ospedale parmigiano, piantonato a vista dalle forze dell’ordine. Poi, ieri, il decesso.
Una famiglia come tante. È l’ultimo capitolo della vicenda iniziata domenica alle 5 nella loro abitazione alle porte di Parma in strada Argini Enza 71, dove la reggiana Annamaria Parmeggiani, 52 anni, vive da 15 anni insieme Pibiri e ai quattro figli (due maschi e due gemelle di 18 anni). Qui, nella frazione subito oltre Enza, che porta verso Monticelli Terme, la famiglia gestisce da tempo un’azienda agricola annessa ad una casa padronale, di proprietà di milanesi.
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All’alba di domenica, poi, la tragedia. A seguito di un litigio fra la coppia, scaturito forse per motivi di gelosia, Carlo Pibiri prima ha impugnato la pistola – che deteneva illegalmente – contro la compagna, che nel tentativo di salvarsi dalla furia omicida del 66enne si è andata a rifugiare nella camera da letto delle figlie.
La sparatoria. L’agricoltore però l’ha raggiunta anche qui, sparandole in faccia e colpendola in bocca. L’esplosione, fortunatamente, ha svegliato i figli maschi che sono intervenuti salvando la vita alla madre. Sono entrati nella camera da letto, hanno visto Pibiri in piedi con la pistola in pugno e non hanno esitato a intervenire.
Il salvataggio. Hanno disarmato una prima volta l’uomo, in un violento parapiglia durante il quale è partito un altro colpo che, per fortuna ha però colpito il soffitto. Anche se privato della sua pistola, il 66enne non ha desistito e ha provato ancora a finire la compagna, in terra sanguinante. Ha preso uno dei forconi custoditi nell’azienda agricola e ha provato a raggiungere di nuovo la donna ma, anche stavolta, decisivo è stato l’intervento dei figli.
Mentre questi ultimi allertavano il 118, Pibiri è scappato nella casa padronale adiacente all’abitazione della famiglia: ha ingerito un liquido (risultato del detergente), ed è salito in pantofole sul tetto. Poi, mentre la polizia tentava di sfondare la porta per impedirgli di gettarsi nel vuoto, è scivolato, precipitando da otto metri sul terrazzo sottostante.
La pistola, analizzata dalla scientifica, è poi risultata una calibro 7,65 con la matricola abrasa, detenuta illegalmente dall’uomo. La Parmeggiani è stata sottoposta a un intervento chirurgico per la ricostruzione della mascella, e ora si trova in osservazione nel reparto maxillofacciale dell’ospedale di Parma e non è più in pericolo di vita.
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