Gazzetta di Reggio

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Omicidio, manca l’interprete e salta l’udienza

Tiziano Soresina

L’assenza è motivata, ma il rinvio è un nuovo costo per la giustizia: scorta per il detenuto, impegno di magistrati e avvocati

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FABBRICO

I costi della giustizia lievitano anche per situazioni come quella creatasi ieri mattina in tribunale a Reggio, dove era in programma che fosse sentito uno dei due pakistani (Mustafa Ghulam) accusati dell’omicidio del connazionale 22enne Ahmed Waqas avvenuto quattro anni fa.



Ma fra lo stupore generale dell’interprete – in udienza – non vi è traccia. L’assenza è dovuta a motivi di lavoro, nonostante il gup Luca Ramponi si fosse raccomandato nell’udienza precedente affinché fosse presente perché l’imputato non parla italiano e per di più si esprime in un dialetto particolare. Impossibile, quindi, trovare sui due piedi un altro interprete, quindi il giudice non ha potuto far altro che far saltare l’udienza, rinviandola settembre. La motivazione dell’assenza è reale, ma tutto ciò ha un prezzo: la scorta che ha accompagnato al palazzo di giustizia il detenuto Ghulam per la deposizione, gli addetti ai lavori tutti al loro posto in aula a partire dal gup e dal pm Giacomo Forte, per poi proseguire con gli avvocati difensori Giampaola Cazzola e Paolo Campostrini (venuti a Reggio Emilia rispettivamente da Verona e Mantova) oltre ai legali di parte civile Francesco Tazzari e Mario Di Frenna (quest’ultimi perlomeno reggiani).



Fra l’altro due alla sbarrastanno per imboccare strade processuali diverse: il 46enne Mustafa Ghulam (detenuto alla Pulce) verrà giudicato con rito abbreviato “condizionato” all’interrogatorio dell’imputato stesso, mentre il 39enne Shamraiz Sadiq Naveed (è libero) non avendo fatto richieste al gup Ramponi si avvia verso un procedimento ordinario in Assise.

Già mote le richieste di risarcimento-danni: 400mila euro da parte del padre della vittima e 100mila euro da parte dello zio materno di Waqas che ospitava il 22enne a Fabbrico ed ha seguito le complicatissime indagini (per due anni la salma è rimasta in una cella frigorifera). —



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