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Palazzo dell’Acer assediato dai topi «Abbiamo paura ad uscire di casa»

Ambra Prati
Palazzo dell’Acer assediato dai topi «Abbiamo paura ad uscire di casa»

Ospizio, in via don Borghi la denuncia di una residente «Li abbiamo visti al quarto piano, grandi come un gatto»

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REGGIO EMILIA

«Abbiamo aperto la porta e ci siamo trovati davanti, sul pianerottolo, una pantegana grossa quanto un gatto: subito l’ho scambiata per un gatto. Siamo assediati dai topi. Nonostante l’allarme lanciato due anni fa, il problema non è affatto risolto». La denuncia è di Rachele Spagnuolo, 43 anni, residente insieme alla famiglia al civico 4 del Rione di via Don Pasquino Borghi, nella zona di Ospizio.



È la stessa donna, che abita al quarto piano della palazzina Acer da otto anni, a raccontare l’episodio, accaduto sabato scorso. «Alle 13 mio figlio 21enne ha fatto per uscire dall’appartamento: appena ha aperto la porta, ha lanciato un urlo tremendo e ha richiuso. Quando sono accorsa chiedendogli cos’era successo, ha spiegato che c’era un topo sul pianerottolo – spiega la residente –. Mi sono affacciata e ho visto l’animale che scappava giù per le scale. Davanti alla porta accanto c’era un sacchetto del pattume con la busta rotta e rosicchiata: senza dubbio il topo è stato attirato dall’odore dei rifiuti. Il vicino di casa si è scusato: aveva appoggiato fuori il sacchetto per pochi minuti in attesa di scendere, ha giurato che non lo farà più. Non è colpa sua. Purtroppo ormai i topi salgono ai piani alti e si avvicinano sempre di più alle persone, con tutta probabilità in cerca di cibo; non temono nessuno».



Il problema era già stato segnalato alla Gazzetta di Reggio da un altro inquilino, Vincenzo Paduano. Quest’ultimo nel settembre 2016 aveva lanciato l’allarme, indicando le crepe nel terreno dalle quali fuoriescono i topi di fogna: il marciapiede sconnesso di fronte all’ingresso, un piccolo giardino dal quale si accede allo scantinato, le cantine umide e sotterranee, perfino il portone d’ingresso, dove un cartello raccomanda di tenere chiuso (per evitare i furti e altri tipi di intrusioni).

«Dopo quella denuncia e l’articolo sul giornale, erano comparsi i tecnici Acer, installando delle trappole, delle scatole quadrate gialle ed arancioni, contenenti del veleno, per eliminare i roditori. Per qualche mese gli avvistamenti si sono ridotti, ma è durato poco – prosegue Spagnuolo –. Il punto è che il problema non è mai stato risolto, in un rimpallo continuo di responsabilità tra Acer, l’amministratore condominiale e i pochi proprietari privati: finché non si chiuderanno i pertugi e le voragini del terreno , i roditori continueranno ad uscire. A differenza del civico 3, c’è una crepa profonda che corre tutto intorno al nostro condominio e nessuno è mai venuto a vedere».



Ora gli animali sono comparsi anche ai piani alti. «I topi sono arrivati fino al quarto piano; un vicino di pianerottolo me lo aveva detto, ma non ci ho creduto finché non li ho visti con i miei occhi – prosegue Spagnuolo –. Ormai abbiamo paura a casa nostra; mio figlio quando rientra mi telefona, affinché verifichi che il pianerottolo e le scale siano libere. È allucinante, non si può vivere così».

Non secondario, poi, il rischio sanitario. «Giorni fa in cortile mia figlia mi ha detto “mamma, guarda, c’è uno scoiattolo”: era una pantegana morta dietro ad una macchina. Ero terrorizzata che l’avesse toccata. Oltre a far ribrezzo, sono animali sporchi e che portano malattie: qui abitano tanti anziani e bambini, non è ammissibile che non si possa fare una derattizzazione definitiva». —



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