Gazzetta di Reggio

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la difesa 

«Il mio cliente è innocente Peccati veniali spiegabili»

AM.P.

L’avvocato Giulio Garuti: «Titoli gravi, ma i contenuti non lo sono altrettanto» Ieri i due agenti in tribunale per l’interrogatorio di garanzia

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val d’enza. Una ordinanza cautelare di ben cinquanta pagine, con parecchi episodi contestati – e registrati nella intercettazioni telefoniche ed ambientali – che riguardano altro personale coinvolto. È questo il quadro accusatorio, che l’avvocato difensore della coppia Fabbiani e Pallai, il professor Giulio Garuti del Foro di Modena, definisce «importante».

Il legale ha premesso di aver visionato le carte solo poche ore prima dell’interrogatorio di garanzia, svoltosi ieri in tribunale a Reggio, e si è riservato un esame più approfondito.

«I capi d’imputazione sono numerosi e la struttura accusatoria è grave per quanto riguarda i titoli dei reati contestati, ma non si può dire altrettanto dei contenuti dei singoli episodi. Mi sembrano dei peccati veniali, ai quali daremo una spiegazione – è stato il commento a caldo dell’avvocato Garuti –. Fabbiani si proclama innocente e in grado di spiegare gli addebiti contestati».

L’ex vice e la compagna ieri sono apparsi sereni. L’interrogatorio di garanzia, davanti al Gip Luca Ramponi e al pm Valentina Salvi, è stato un’udienza lampo: pochi minuti, il tempo necessario per gli imputati di avvalersi della facoltà di non rispondere, accanto ad un assistente di Garuti, per poi tornare nell’abitazione familiare di Castelnovo Monti, dove lui è ai domiciliari.

L’interrogatorio di garanzia, passaggio obbligato per chi è stato colpito da una misura di custodia cautelare, non prevede altro dal punto di vista difensivo. Quel che è trapelato però è che, quando ha concesso la misura restrittiva accogliendo le richieste del pm, il Gip ha ridimensionato il numero delle persone offese da Fabbiani: attualmente ne sono rimaste una decina.

Ora la palla passa all’accusa, che dovrà chiudere il cerchio terminando le indagini. Dal punto di vista difensivo, ha proseguito Garuti, «dovremo raccogliere documentazione e compiere indagini difensive per corroborare le nostre tesi. Pertanto la revoca della misura cautelare non sarà immediata».

Ora gli agenti della municipale Val d’Enza – 32 in tutto, che l’Unione di recente sta potenziando con nuove assunzioni – dovranno tornare alla normalità, dopo la bufera sollevata dall’esposto.

Se è vero, come hanno affermato i carabinieri che hanno condotto le indagini, che una parte del comando subiva le vessazioni psicologiche e i ricatti dell’ex vice, l’inchiesta potrebbe essere indirizzata a comprendere se invece vi fossero state anche persone conniventi. —

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