L’Onu non gradisce il re dei formaggi
Attraverso l’Oms, le Nazioni Unite dichiarano lotta ai cibi che contengono grassi. A rischio anche il Parmigiano-Reggiano
REGGIO EMILIA
Non ci sono soltanto il Parmesan e altre fraudolente imitazioni del re dei formaggi a minacciare le esportazioni su cui si basa la tenuta di un mercato ancora lontano dal riconoscere tutto l’insuperabile pregio del Parmigiano-Reggiano.
Una grossa insidia viene dall’Onu, attraverso l’Organizzazione mondiale della sanità, che il 27 settembre dovrà discutere la proposta di bollare come nocivi gli alimenti che contengono grassi, zucchero, alcool e sale. Sono nel mirino, praticamente tutti i prodotti italiani Dop e Igp (44 nella sola Emilia-Romagna), formaggi, prosciutto e vini su cui si basa la salubrità della dieta mediterranea. Perciò è unanime, nel nostro Paese, la levata di scudi contro la possibilità di questo pronunciamento che sembra fatto apposta per favorire l’industria alimentare prodiga di ingredienti chimici.
Infatti dalla semplice trasformazione della produzione agricola derivano i tesori del made in Italy, che possono avere elevati contenuti di grassi potenzialmente dannosi, ma di cui la nostra cucina prevede uso moderato e dosi appropriate. Al contrario i prodotti industriali si presentano già pronti per il consumo, con ingredienti di dubbia provenienza, miscelati secondo indicazioni dietetiche. Se, come sembra, l'Oms prenderà in considerazione la percentuale di grassi in etichetta, nessuna confezione di formaggio, prosciutto o olio extravergine si sottrarrà alla condanna, ma passeranno indenni le etichette delle multinazionali.
Il nostro governo non sembra minimamente intenzionato a recepire un eventuale pronunciamento dell’Oms, che il ministro dell'agricoltura Gian Franco Centinaio ha definito una “pazzia pura”.
«Ci batteremo in ogni sede», annunciano Simona Caselli e Sergio Venturi, assessori regionali all'Agricoltura e alla Sanità.
Tuttavia ne basterebbe l’accoglimento da parte degliUsa e dei principali Paesi europei per mettere in crisi le nostre esportazioni. Si spiega, perciò, la preoccupazione manifestata dalle associazioni di categoria e dai rappresentanti delle istituzioni. «Alle nazioni Unite – denuncia il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo – si cerca di affermare un modello alimentare fuorviante, discriminatorio e incompleto che finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle nostre tavole, per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta». —
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