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Sassi espulso dal M5s: «Non mi dimetto»

Sassi espulso dal M5s: «Non mi dimetto»

Il consigliere regionale cacciato per i mancati versamenti al fondo per il microcredito, gli ex colleghi lo vogliono fuori dall’aula

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reggio emilia. Gianluca Sassi non è più un esponente del Movimento 5 Stelle. Nei giorni scorsi il collegio di garanzia grillino ha comunicato al consigliere regionale dell’Emilia-Romagna la sua espulsione in via definitiva, per la vicenda dei mancati versamenti al fondo per il microcredito creato dal movimento stesso. È lo stesso Sassi ad annunciarlo, in una nota. «Prendo atto che il movimento, o meglio, chi lo rappresenta, non ha voluto in nessun modo ascoltare le mie ragioni – commenta Sassi con amarezza – che ritengo, ancora oggi, completamente fondate e ampiamente documentate. Evidentemente le regole a volte si interpretano, a volte no».

i mancati rimborsi. L’ex 5 stelle era stato sospeso in via cautelare a febbraio. Subito il consigliere aveva presentato un primo ricorso, fornendo tutta la «documentazione per dimostrare come io non abbia mai utilizzato i fondi destinati alle restituzioni per altri scopi». Online Sassi dichiarava di restituire una parte consistente del suo stipendio da eletto, che invece tratteneva a causa di problemi precedenti con Equitalia. Il collegio dei probiviri ha però respinto il ricorso, secondo Sassi «con motivazioni inconsistenti e superficiali, senza alcuna contestazione nel merito dei miei comportamenti».

l’appello . L’8 giugno scorso il consigliere si è appellato al collegio di garanzia, il quale ha «risposto solo un mese dopo, invece dei 10 giorni previsti, confermando la mia espulsione dal Movimento 5 Stelle e, ancora una volta, con motivazioni assolutamente generiche e che non tengono conto di tutta la documentazione prodotta da me in questi mesi, o di altra documentazione che avrei potuto produrre». A Sassi non resta altro che arrendersi.

nessuna dimissione. Ma, precisa l’ex 5 stelle, «la mia posizione politica in questi mesi non è cambiata e credo che anche questo provvedimento di espulsione non la sposterà di un millimetro». Sassi ci tiene anche a precisare che non si dimetterà da viale Aldo Moro. «La mia intenzione è quella di portare a termine il mandato per il quale sono stato eletto nel 2014 – afferma infatti l’ex grillino – continuerò a sostenere le battaglie politiche del M5s nei modi e con gli strumenti che avrò a disposizione».

nel gruppo misto. Sassi uscirà però dal gruppo pentastellato in Regione. «Visto che il Movimento mi vuole fuori, e per permettere al gruppo M5s di operare in piena libertà, nonostante nessuno possa impormelo, né per regolamento né legalmente, ho deciso di iscrivermi al Gruppo misto». In ogni caso, insiste, «pur continuando da indipendente continuerò a sostenere, per quanto potrò, le battaglie e le tematiche che ho portato avanti in questi oltre 10 anni di impegno, prima da semplice attivista e poi da consigliere regionale del M5s, anche se dovrò farlo in solitaria».

l’attacco degli ex colleghi. Una vicenda, quella di Sassi, che però non finirà qui. Ieri è stato infatti lo stesso gruppo M5s in Regione a ribadire che deve «rassegnare immediatamente le dimissioni da consigliere regionale», alla luce della sua espulsione. —

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