Carrozzaio condannato La moglie denunciò il furto di parti dell’auto
Lei alla sbarra, aveva chiesto 18mila euro all’assicurazione Il marito ha scelto il rito abbreviato rimediando dieci mesi
GUASTALLA
Ha denunciato una spaccata sulla sua auto, spogliata di gran parte della carrozzeria: dalle indagini, invece, è emerso che il marito della presunta vittima, carrozziere, aveva usato gli stessi pezzi spariti, riverniciati, per aggiustare la macchina della consorte e presentare un conto di oltre 18mila euro all’assicurazione. Ora una donna di 38 anni, originaria di Caserta e residente a Guastalla, è finita alla sbarra per simulazione di reato.
Il 21 novembre 2015 la 38enne si è presentata in caserma a Guastalla per denunciare un furto a carico di ignoti. A suo dire, qualcuno aveva spaccato i finestrini dell’Audi A4 a lei intestata, parcheggiata dentro il garage di casa, per portare via gli sportelli anteriori, i fanali anteriori, paraurti completo, cofano anteriore, cerchio e pneumatico anteriore sinistro, volante completo di airbag, ruotino di scorta, cappelliera posteriore e navigatore satellitare.
Fin dall’inizio, però, i carabinieri hanno sentito puzza di bruciato: hanno svolto indagini immediate e, anziché cercare i ladri, hanno aperto un fascicolo a carico della donna e del marito carrozziere – un 44enne di Crotone – per simulazione di reato e per truffa ai danni dell’assicurazione in concorso tra loro.
Il secondo capo d’imputazione è caduto, per remissione di querela da parte dell’assicurazione, mentre per la simulazione il marito ha scelto il rito abbreviato e ha rimediato una condanna a 10 mesi (pena sospesa).
La 38enne, invece, difesa dall’avvocato Vittorio Spagni, si dichiara del tutto estranea e all’oscuro, quindi ha scelto il rito ordinario.
Ieri, durante l’udienza davanti al giudice monocratico Sarah Iusto, sono stati sentiti i periti dell’accusa, che hanno confermato come quei pezzi di ricambio “rubati” dall’Audi A4 in realtà siano stati usati dal carrozziere per riparare la stessa vettura: i pezzi sono stati riconosciuti grazie al codice identificativo e al maggiore spessore dovuto alla vernice aggiunta. La prossima udienza è stata fissata per il 18 gennaio 2019, quando saranno ascoltati in aula il marito e l’imputata. —
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