Gazzetta di Reggio

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aemilia, la parola alla difesa 

«Ma quale ’ndrangheta per Mario Vulcano solo false fatturazioni»

E.L.T.

REGGIO EMILIA. Mario Vulcano è imputato nel processo Aemilia per il ruolo di partecipe al clan emiliano, reimpiego, falsa fatturazione e intestazione fittizia. Accuse – salvo quella di falsa...

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REGGIO EMILIA. Mario Vulcano è imputato nel processo Aemilia per il ruolo di partecipe al clan emiliano, reimpiego, falsa fatturazione e intestazione fittizia. Accuse – salvo quella di falsa fatturazione ammessa dallo stesso imputato nel memoriale del 2015 – che non hanno alcun fondamento secondo il suo difensore, l’avvocato Marilena Facente, che ieri ha discusso la vicenda davanti al collegio del processo contro la ’ndrangheta al nord.

«C’è la totale mancanza di elementi che potrebbero portare alla partecipazione di Vulcano alla consorteria mafiosa – ha detto in apertura l’avvocato – Ho cercato di analizzare la sua posizione da ogni angolatura, per verificare se Vulcano fosse un gregario di questa cellula emiliana. Ma sono giunta sempre alla stessa conclusione. Vulcano non è nessuno. Sicuramente nel processo Aemilia ci sono condotte che assumono rilevanza penale, come la falsa fatturazione, e faccio riferimento solo a quella contestata nel capo 107 rispetto alla quale Vulcano ha ammesso la sua responsabilità».

Vulcano, 39 anni, è considerato dall’accusa a totale disposizione di Giuseppe Giglio, imprenditore calabrese di Montecchio, divenuto poi collaboratore di giustizia, e che aiutava nella gestione delle imprese impiegate nell’attività di fatturazione per operazioni inesistenti, con consapevole partecipazione all’associazione di stampo mafioso, «utilizzando in modo costante il rapporto con gli altri associati come forma di allargamento della propria influenza nonché capacità affaristica e di inserimento nel sistema economico emiliano». «Si parla di consegne di denaro da Vulcano a Giglio - dice però l’avvocato - soldi poi messi nella cassa della ’ndrangheta. Ma dove? Quando Vulcano avrebbe fatto tutte queste consegne?». E sul reimpiego: «Vulcano ha detto di non aver conosciuto Giglio come ’ndranghetista ma come grande imprenditore al nord», dice Facente, chiedendo l’assoluzione per il suo assistito. —

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