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Sindaci nella bufera per i vigili indagati «Faremo chiarezza»

E.L.T.
Sindaci nella bufera per i vigili indagati «Faremo chiarezza»

Riunione straordinaria sulle accuse al vice comandante Fabbiani e alla Pallai «Abusi intollerabili. L’auto? L’utilizzo è registrato e non risultano irregolarità»

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CAVRIAGO. Assicurano «massima trasparenza nei confronti dei cittadini e della comunità» e che «se le accuse apprese dai mezzi di informazione saranno confermate, non si faranno sconti a nessuno». Sono i sindaci dell’Unione della Val d’Enza che ieri, in via straordinaria, hanno indetto una riunione in mattinata a Cavriago per fare il punto dopo la bufera scoppiata con la messa sotto accusa del vice comandante della Municipale Tito Fabbiani e della sua compagna Annalisa Pallai, anche lei agente dell’Unione. I due sono accusati di aver utilizzato il comando a piacimento anche per accudire la figlia, con pause non autorizzate e assenze ingiustificate, con accuse di concussione, abuso d'ufficio, peculato, omessa denuncia, truffa aggravata ai danni dello Stato e mobbing.

SERVE CHIAREZZA. I sindaci «confermano e ribadiscono il pieno sostegno all’operato delle forze dell’ordine e della magistratura» auspicando «una rapida conclusione del percorso giudiziario», promettendo di «fare piena luce sull’accaduto». La polemica politica, infatti, è già servita e va di pari passo con l’iter penale, che è solo all’inizio.

LA GRANA DELL’AUTO. Fabbiani – ora ai domiciliari – è accusato di aver usato per questioni private la nuova auto di servizio, mettendo nei guai anche la comandante, Cristina Caggiati, indagata per abuso d’ufficio. «Le verifiche effettuate confermano che l’utilizzo delle auto in dotazione è sempre stato puntualmente registrato dalla centrale operativa della polizia municipale, costantemente presidiata da un operatore, con assegnazione nominativa che associa giorno per giorno gli automezzi agli operatori – scrivono i sindaci in una nota – Nella consuetudine, è vero che la Mazda Cx3 (acquistata con caratteristiche specifiche per poter essere utilizzata anche in caso di interventi di protezione civile e con condizioni meteo difficoltose) veniva per ragioni di servizio prevalentemente utilizzata dal vice comandante, come è vero che altri automezzi vengono prevalentemente utilizzati da altri dipendenti. Nulla di irregolare è risultato all’ente, prima delle comunicazioni dell’esito delle indagini della procura e dei carabinieri».

LICENZIAMENTI. Per i sindaci, «se le accuse apprese dai mezzi di informazione saranno confermate, non si faranno sconti a nessuno» dicono, in riferimento anche per ora ai tre indagati. «È stata prima di tutto inoltrata alla Procura la richiesta degli atti ufficiali». Qualora confermati gli illeciti, «il contratto di lavoro prevede il licenziamento».

SINDACI PARTE CIVILE. «L’abuso di potere da parte di funzionari pubblici, tanto più se indossano una divisa, è un fatto intollerabile» dicono i sindaci, che confermano la volontà di costituirsi «parte civile e chiedere il risarcimento morale che si rende necessario a seguito di fatti di questa gravità» anche a tutela degli altri vigili. «Con riferimento alla posizione della comandante, che ha pienamente collaborato alle indagini su Fabbiani e Pallai, precisiamo che non sono pervenute all’ente informazioni inerenti addebiti specifici a suo carico». —

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