«Al vaglio un aiuto economico per chi potenzia la sicurezza»
Alessandra Spaggiari: «Il settore vede fatturati in calo soprattutto nel periodo estivo. Stiamo valutando come aiutare chi ha bisogno di tutelarsi»
REGGIO EMILIA. «Per arginare questa ondata di colpi, insieme ai funzionari Cna stiamo ragionando come dare supporto ai parrucchieri associati per dotarsi di sistemi di allarme: ad esempio stipulando convenzioni a prezzi convenienti con le ditte specializzate. Al momento è un’ipotesi, ci stiamo lavorando». Così Alessandra Spaggiari, presidente della Cna Benessere e Sanità – e titolare in proprio di un salone derubato lo scorso anno – commenta l’ultimo colpo messo a segno dai ladri.
Quest’inverno i primi raid in città, poi in provincia: i parrucchieri sono diventati una categoria a rischio furti?
«Sì, è così. Ho letto dell’ultimo colpo a Zeo Baldi a Scandiano: un danno economico ingente. Non voglio fare allarmismo, mi interessa informare. Il primo aspetto che mi preme sottolineare è che il fenomeno mette tristezza: Reggio è una bella città, dove un tempo si viveva tranquilli. Ora non c’è settore merceologico che non sia toccato dalle ruberie. Una guerra tra poveri».
In che senso guerra tra poveri?
«Nel senso che quello dei parrucchieri è un settore in sofferenza. La concorrenza è elevata, visto che il numero di attività presenti è aumentato. L’estate poi è sempre stato un periodo di calo di lavoro e di spese da affrontare: dal punto di vista dei fatturati ci si accontenta, si sbarca il lunario. In questo quadro anche installare sistemi di sicurezza anti-intrusione è un costo che non tutti si possono permettere. Perciò come associazione di categoria stiamo pensando a come supportare gli esercenti che hanno bisogno di tutelarsi. Non solo parrucchieri, ma anche estetisti: i negozi di estetica sono pure loro nel mirino, è vero che sono dotati di macchinari più grandi e ingombranti da prelevare ma dal valore elevato».
Mesi fa lei ha dichiarato che i prodotti rubati vanno a finire nel mercato nero di chi esegue tagli e messa in piega in casa. È ancora dello stesso parere? Tutti questi prodotti dove vanno a finire?
«Avevo rivolto un appello ai clienti: è sempre meglio affidarsi a parrucchieri certificati. Detto questo non penso che tutti i prodotti depredati vadano a finire nelle mani di chi esercita la professione in nero: il fenomeno ormai è troppo ampio. Non so nemmeno se questi prodotti restino in Italia o prendano la via dell’estero. Di certo vanno ad alimentare un mercato parallelo: ma in che termini e gestito da chi non saprei, la mia fantasia non arriva a tanto».
Come stanno reagendo i suoi colleghi?
«C’è solidarietà, tra le vittime, e timore, da parte di chi è rimasto finora immune. Ci scambiamo messaggi e ci telefoniamo. Ora però occorre agire». —
AM.P. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI .
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google