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Crisi Ferrarini, maxi assemblea al cinema in attesa degli stipendi

Enrico Lorenzo Tidona
Crisi Ferrarini, maxi assemblea al cinema in attesa degli stipendi

L’ad Lisa Ferrarini ha incontrato ieri i sindacati che lanciano l'allerta: "Tempo scaduto". Non c’è accordo sul saldo degli arretrati e parte l'allarme delle sigle nazionali. Summit dei lavoratori reggiani al cinema

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REGGIO EMILIA  «Stiamo lavorando per trovare una soluzione». Sono queste, in buona sintesi, le parole offerte ieri da Lisa Ferrarini, amministratore delegato dell’omonimo gruppo che sta soffrendo sul fronte finanziario. Rassicurazioni pronunciate davanti ai sindacati del settore giunti nel quartier generale reggiano di Rivaltella anche da Parma e da Lecco. Sul tavolo il ritardo degli stipendi, il piano industriale e l’incontro del 2 agosto al ministero a Roma. Un tour de force per trovare una soluzione alla crisi che riguarda quasi un migliaio di dipendenti della galassia Ferrarini e tremila persone dell’indotto.

IL BATTESIMO SINDACALE  La Ferrarini di Reggio è un’azienda poco sindacalizzata rispetto alla media reggiana delle grandi imprese. Il rapporto tra lavoratori e famiglia è storico e diretto, con i sindacati rimasti sempre alla finestra. Diversa la storia invece per gli stabilimenti di Parma e Lecco, più lontani e più combattivi sul fronte sindacale.

Ora, però, la tensione finanziaria generata dai 250 milioni di debiti su 300 milioni di fatturato del ramo legato alla produzione dei prosciutti a marchio Ferrarini e Vismara, ha portato alla ribalta anche i sindacati reggiani, che mercoledì prossimo alle 18 incontreranno i lavoratori al cinema di Rivalta. Incontro che segna un nuovo percorso e con il quale verrà chiesto loro un parere e la delega per poter operare sui tavoli della complessa trattativa, per la quale sono tutti impegnati. Anche Parma e Lecco hanno indetto le assemblee per fare il punto con la forza lavoro dell’azienda in tutte le sue articolazioni.
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STIPENDI FERMI  L’incontro di ieri era stato indetto dai sindacati per trovare prima di tutto un nuovo accordo sul pagamento degli stipendi arretrati. L’azienda, però, non è stata in grado di offrire una scadenza certa. Solo 60% dell’acconto per il salario di maggio dei lavoratori di Reggio è stato pagato mentre è saltato il restante 40%. Sempre a Reggio gli impiegati del salumificio e tutti i dipendenti delle aziende agricole non hanno ricevuto ancora gli stipendi di maggio e giugno, mentre Parma ha ricevuto il 100% e Lecco il 60%.

LA PARTITA AL MINISTERO  Lisa Ferrarini ha fatto capire che ci sarebbero trattative in corso per tentare di trovare un partner, preferibilmente industriale invece che meramente finanziario. Prova ne è la porta chiusa poche settimane fa ai fondi Intermobiliare e QuattroR, che si erano fatti avanti puntando 100 milioni per avere la maggioranza di prosciutti Ferrarini.

I NODI AL PETTINE  L’azienda produce bene e con profitto i suoi prodotti. I prestiti pendenti e il deprezzamento delle partecipazioni di istituti come la Popolare di Vicenza, hanno sovraesposto però la famiglia Ferrarini, che già due anni fa aveva separato le attività: da una parte Ferrarini spa, nella quale si concentra la produzione dei salumi con Vismara, dall’altra la Società Agricola Ferrarini, nella quale sono confluiti la produzione di aceto, vini e Parmigiano Reggiano. Un patrimonio dell’agroalimentare che necessità di una scialuppa di salvataggio. —

SINDACATI IN ALLERTA  "L’incontro non è stato soddisfacente" scrivono le segreterie nazionali di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, "perché non ha tradotto in fatti il futuro del gruppo e ha portato l’azienda solamente a illustrare, in un contesto di incertezza, la preferenza per una progettualità industriale per il proprio futuro".

L’azienda ha affermato che questa è una fase delicata in cui ancora non è possibile illustrare un progetto definito, ma che lo stesso tiene conto nella risoluzione dei problemi odierni sia delle questioni finanziare che di quelle occupazionali.

Il gruppo ha dichiarato anche che la parte agricola, nella sua totalità, non è coinvolta nella trattativa del progetto prettamente industriale.

"Sentite le dichiarazioni dell’azienda Fai, Flai e Uila hanno espresso la loro non insoddisfazione e hanno manifestato tutte le loro preoccupazioni su questa dilatazione dei tempi e sulle risposte da dare al futuro delle produzioni del Gruppo Ferrarini e hanno ribadito con forza che questo modo di procedere dà incertezze a tutti i lavoratori".

I sindacati hanno quindi dichiarato che "il tempo è scaduto e che se il 2 agosto, in occasione dell’incontro previsto al Ministero dello Sviluppo Economico, l’azienda non fornirà soluzioni ai problemi del gruppo e agli attuali disagi dei lavoratori, questi ultimi si sentiranno liberi di ricercare le soluzioni alternative più garantiste per il mantenimento dell'occupazione ed inoltre trovare prospettive di continuità produttive per questo importante gruppo con le sue produzioni di eccellenza"

 

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