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«Sano e bilanciato» Tutta Italia si schiera a difesa del Reggiano nel mirino dell’Onu

LEONARDO GRILLI
«Sano e bilanciato» Tutta Italia si schiera a difesa del Reggiano nel mirino dell’Onu

Piovono critiche alla campagna sui cibi considerati dannosi La deputata Pd Incerti: «Presenteremo un’interrogazione»

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reggio emilia. La notizia della campagna contro cancro, diabete e malattie cardiovascolari lanciata da Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e Onu, che si appresterebbe a equiparare alcune eccellenze gastronomiche italiane come il Parmigiano Reggiano a fumo e cibi spazzatura, ha sollevato in poche ore un polverone. Un coro unanime di incredulità e accuse verso le due organizzazioni internazionali che hanno riguardato trasversalmente associazioni dei consumatori, produttori, esperti e partiti politici, dalla destra alla sinistra.

IL SINDACO DI PARMA. Lo stesso sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, pubblicando una foto su Facebook è intervenuto sulla vicenda: «Con una mano mi mangio un buon pezzo di Parmigiano, con l’altra saluto chi scredita un prodotto di eccellenza del territorio, riconosciuto a livello mondiale per qualità e gusto».

il documento. Né l’Onu né l’Oms, in realtà, hanno ancora deciso nulla. Ma a far infuriare tutta Italia a difesa del Re dei Formaggi sono state delle indiscrezioni circa il documento proposto dalle due organizzazioni e chiamato “Time to deliver”. Il testo, che sarà discusso appunto all’Onu il 27 settembre, tratta di una serie di alimenti sotto accusa perché ritenuti causa di malattie non trasmissibili e, nel farlo, traccia una serie di caratteristiche per poterli identificare. Caratteristiche che, così come sono formulare adesso, potrebbero facilmente abbracciare anche il Reggiano che quindi verrebbe classificato come un prodotto alimentare rischioso per la salute.

l’etichetta della discordia. Quel che è peggio, poi, è che l’Onu dovrà valutare anche la possibilità di applicare su questi cibi dannosi un’etichetta, sulla scorta di quelle che già esistono sui pacchetti di sigarette, pensata per disincentivarne il consumo. Immaginate quindi la reazione che hanno avuto produttori, associazioni dei consumatori e praticamente ogni italiano all’idea di trovarsi in mano, un domani, un pezzo di Parmigiano Reggiano con sopra la foto di una persona affetta da obesità e magari la scritta “Se lo mangi puoi diventare così”.

la deputata pd. Una possibilità così dannosa per l’economia agroalimentare italiana, da sempre eccellenza mondiale, che ha portato a reazioni anche in Parlamento. «Non c’è dubbio – afferma la deputata reggiana del Pd Antonella Incerti – che una sana alimentazione e uno stile di vita corretto non possano che essere un obiettivo positivo. Ma da lì a lanciare un allarme che si potrebbe riversare, come anticipato dalla stampa, su prodotti italiani quali Parmigiano Reggiano, prosciutto, olio d’oliva e vino ce ne passa».

Per questo la Incerti ha dichiarato di voler presentare «un’interrogazione al ministro delle Politiche Agricole per sapere se il Governo è a conoscenza del fatto e quali iniziative intenda assumere, partendo dal lavoro svolto dal precedente Governo, in tutte le sedi istituzionali, comprese quelle comunitarie ed internazionali, a difesa delle proprie eccellenze nel settore agroalimentare».

le altre reazioni. Come detto, però, molteplici sono stare le reazioni a difesa del re dell’eccellenza reggiana, soprattutto nel mondo politico. Il senatore di Fratelli d’Italia Adolfo Urso, ad esempio, ha parlato di «una campagna assurda», mentre l’onorevole Vincenza Labriola, di Forza Italia, ha invitato il Governo a «impegnarsi per la tutela del Made in Italy». Decisamente più diretto invece il sottosegretario leghista alla cultura, Lucia Borgonzoni: «Giù le mani dal Parmigiano Reggiano». —

LEONARDO GRILLI. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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