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Canossa, fiume Enza vietato e scatta la polemica: «Si può solo guardare»

Canossa, fiume Enza vietato e scatta la polemica: «Si può solo guardare»

Divieti di balneazione, campeggio e accensione di fuochi. L’assessore: «Motivi di sicurezza personale e ambientale»

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CANOSSA. Divieto di campeggio, di fare grigliate, di lasciare rifiuti, di accesso ai mezzi a motore, di accendere fuochi e, ovviamente di balneazione. «Mi chiedo, allora, se il fiume Enza si possa solo guardare. Tutti questi divieti, alla fine, impediscono di vivere questo territorio, per altro bellissimo».

È la polemica lanciata su Facebook da un giovane bolognese, Davide Rota, che spesso, per le sue gite domenicali , ha scelto la zona di Cerezzola, poco dopo il ponte Cedogno. Un’area che fino a una paio di anni fa, d’estate, era “il mare di Reggio Emilia”, frequentatissima, con intere famiglie che “armate” di ombrelloni, vi trascorrevano le giornate più calde.

Oggi tutto questo non è che un ricordo: dopo il caso di una ragazza di 24 anni annegata (era il 24 giugno 2016) e due giorni dopo il salvataggio, avvenuto più o meno nello stesso tratto, di quattro persone risucchiate da un gorgo, il fiume è diventato off limits: troppo pericoloso.

«Hanno anche chiuso – prosegue Rota – un localino fantastico che era stato costruito proprio lungo la riva dell’Enza e che la sera faceva musica dal vivo. Era un baretto fantastico sempre pieno di gente che passava lì le serate. Ora, invece, non esiste più nulla». Il localino si chiamava RiverEnza, era nato proprio di fronte alla pizzeria River, dall’altra parte della strada che continua l’attività. Il baretto invece no.

LA REPLICA. «Ma non è certamente stato per volontà del Comune di Canossa – spiega l’assessore alle attività commerciali e ai lavori pubblici Cristian Bezzi –. Il letto del fiume è di proprietà demaniale e per poter costruire qualcosa c’è bisogno di una serie di autorizzazioni che non sono di competenza nostra.

I divieti, in particolare quello di balneazione, sono scattati anche per ragioni di sicurezza: il torrente nei pressi del ponte Cedogno, dove l’acqua è più alta, è molto pericoloso a causa di gorghi che si formano sul fondo. Sono probabilmente provocati dalla costruzione di una piccola diga a monte di quel punto».

Non solo, però: «C’è necessità di preservare l’ambiente dopo gli interventi di messa in sicurezza compiuti dalla Regione lungo il letto. Se il nostro territorio, durante le piene dello scorso inverno, si è salvato dalle esondazioni è anche grazie alla bonifica del fiume» conclude l'assessore.

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