Il marito ha patteggiato 2 anni per maltrattamenti e lesioni
Pena severa e non sospesa per Danilo Rossin, che la istigò a commettere altro reato La 26enne con il bimbo si trova ora in una comunità protetta
REGGIO EMILIA. «Se tu un giorno scoprissi che qualcuno vende droga a tuo figlio, cosa diresti?». A questa domanda il marito era rimasto in silenzio, tagliando corto: «Tu farai quello che dico io». Così si è consumata la spaccatura tra i due giovani coniugi, riflesso di una mentalità sociale che si è fatta insanabile.
Italiana di origini napoletane lei, sinto reggiano lui, si sono conosciuti e hanno intrecciato una relazione quando lui era minorenne. Sposati, hanno avuto un figlio: e proprio quando è diventata madre la 26enne ha cominciato a non vedere di buon occhio le imposizioni del marito e dei suoi parenti. La giovane ha accettato di rubare nei supermercati e ha subìto il patriarcato; quando però ha detto chiaro e tondo che si rifiutava di spacciare droga, sono iniziati i litigi. Litigi sfociati anche nella violenza, visto che la 26enne ha dichiarato che il consorte le ha puntato una pistola in volto, oltre a picchiarla spesso, come hanno confermato i referti ospedalieri. Le prime confidenze la 26enne le ha fatte alla madre, con i due nuclei familiari – quello d’origine e quello acquisito – arrivati ai ferri corti.
La vicenda personale della 26enne è già arrivata ad una conclusione di primo grado. A febbraio il marito Danilo Rossin, 20 anni, è stato colpito dagli arresti domiciliari. A maggio il processo nei suoi confronti per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e istigazione a commettere un reato (lo spaccio) si è concluso, davanti al pm Iacopo Berardi e al giudice Giovanni Ghini, con un patteggiamento di due anni (pena non sospesa). All’udienza la 26enne non era presente e non si è costituita parte civile. —
AM.P.. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
