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In Val di Fiemme in ricordo delle 16 vittime di Stava

ADR.AR.
In Val di Fiemme in ricordo delle 16 vittime di Stava

Dieci rotegliesi in villeggiatura morirono sommersi dal fango Tra loro anche la piccola Lucia. La delegazione ha preso parte alla cerimonia in ricordo

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CASTELLARANO. Un dolore che non passa. Giovedì una delegazione di Castellarano ha raggiunto Stava, nella Val di Fiemme, per prendere parte alla cerimonia in ricordo del devastante incidente del 19 luglio 1985, quando un’enorme valanga uccise 268 persone, fra cui 10 abitanti di Roteglia. Alle 12.22 del 19 luglio 1985 Stava venne sommersa da 180mila metri cubi di fango dopo la rottura degli argini dei bacini di decantazione della miniera di Prestavel.

Il mare terroso travolse l’intero abitato, spazzando via case, strade, boschi. Una distruzione completa della frazione del comune di Tesero che costò la vita anche a sedici reggiani, fra cui dieci abitanti di Roteglia, compreso la piccolissima Lucia Lanzi di soli 8 mesi. Quella zona della val di Fiemme era una classica meta di vacanze per gli abitanti della nostra provincia, che persero la vita in una tragedia figlia sì della fatalità ma pure dell’incuria, come confermato poi dalle sentenze. A Stava morirono i rotegliesi Rossella Ruozzi in Lanzi, 28 anni; Lucia Lanzi, 8 mesi; Wilma Prati in Ruozzi, 56 anni; Lidia Ori in Lanzi, 25 anni; Matteo Lanzi, 4 anni; Renzo Lanzi, 66 anni; Giacomino Tosi, 47 anni; Fausto Bondioli, 39 anni; Valentino Palladini 47 anni; Adriano Tonelli, 43 anni. E rimasero schiacciati anche altri sei reggiani, Giorgio Panisi, 8 anni, di Fabbrico; Alda Mariotti in Panisi, 44 anni, di Fabbrico; Andrea Ruggeri, 60 anni di Cadelbosco Sopra; Luigi Romano Terenziani, 41 anni, e Romana Grisanti, 37 anni, di Villa Cella; Rinaldo Grisanti, 75 anni di Bibbiano.

Alla cerimonia ha preso parte il vicesindaco Paolo Iotti, che riflette: «Abbiamo il dovere di ricordarci di mettere la persona e il bene della comunità sempre al centro delle nostre azioni; il processo ha appurato che l’impianto non fu progettato pensando alla sicurezza delle persone, ma alla massimizzazione del profitto. E quando questo succede, nelle scelte che implicano anche valutazioni morali, il disastro è dietro l’angolo. Un monito che ripeto a me stesso, prima di tutto». — ADR.AR.. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI .

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