Una maxi frode fiscale Perquisite a Reggio due società “cartiere”
Dopo un’indagine durata due anni, denunciate 57 persone Le menti, residenti all’estero, sono sfuggite all’arresto
REGGIO EMILIA. Ha coinvolto anche Reggio, dove sono state eseguite due perquisizione a carico di società “cartiere”, la maxi operazione della Guardia di Finanza di Parma, che ha smantellato un’organizzazione criminale dedita alla frode fiscale. Sono 59 le persone coinvolte e 49 le perquisizioni in tutta Italia. Denunciati a piede libero per frode 57 persone, sequestrati beni mobili ed immobili per un valore di quattro milioni di euro (già nelle disponibilità degli indagati) su 14 milioni fittizi dichiarati. Sono invece ricercati e irreperibili le “menti” dell’organizzazione, sfuggiti alla cattura: due imprenditori di origine napoletana, residenti all’estero, destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Secondo l’accusa i due hanno ideato il complesso meccanismo di evasione, con la complicità di prestanome sudamericani (intestatari delle 92 ditte in tutta Italia che emettevano le fatture false) e liberi professionisti (consulenti del lavoro, notai e commercialisti) che avallavano la documentazione. Il sistema era quello, ormai noto, della frode carosello basata sulle fatture fasulle; reato che, come ha registrato il comando provinciale delle Fiamme Gialle di Reggio Emilia, nell’ultimo anno è in forte aumento nella nostra provincia.
I napoletani, a capo di cinque società reali attive nel campo dell’edilizia e della meccanica, hanno creato una serie di società cartiere satelliti e fantasma, al solo fine di emettere fatture false. «Questi crediti inesistenti e fittizi venivano utilizzati dalle società operative per compensare i debiti tributari e previdenziali maturati nel tempo – ha dichiarato il colonnello Gianluca De Benedictis, comandante provinciale Gdf di Parma – . Così gli artefici della frode potevano ridurre le tasse dovute e risultare competitivi sul mercato, grazie a prezzi bassi». La complessa indagine, durata due anni tra pedinamenti e intercettazioni si è conclusa venerdì, con l’emissione dell’ordinanza. Sono state sequestrate le quote delle società operative, auto di lusso, due terreni e un immobile nel napoletano; quattro fabbricati in provincia di Parma e i conti correnti degli imprenditori. —
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