Volevano rubare la salma di Pavarotti, condannati
Chiuso il processo a Cagliari contro la banda accusata di spaccio ed estorsione, un anno e sei mesi anche per Ruggero Pietro Giordano
GATTATICO. C’è anche un uomo di Gattatico tra i condannati nel processo contro la banda accusata di aver voluto trafugare la salma di Luciano Pavarotti ed Enzo Ferrari dai cimiteri del Modenese.
CONDANNATO. Si tratta di Ruggero Pietro Giordano, 25 anni, condannato a un anno e sei mesi. Con lui, nel processo con rito abbreviato celebrato a Cagliari, è stato condannato dal gup Michele Contini anche il presunto capobanda, Antonio Mereu, a 20 anni, noto come Caddina originario di Orgosolo (Nuoro) ma da anni residente a Traversetolo di Parma. Inoltre, sono state emesse altre diciassette condanne tra i dieci anni i e un anno e quattro mesi. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nell’indagine coordinata dalla Dda di Cagliari, la banda era specializzata nello spaccio di droga ma anche in estorsioni. Era anche collegata con nomi di spicco della criminalità calabrese e trafficanti che operano tra Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna.
Durante l’operazione che ha portato all’arresto dei componenti della banda, erano state sequestrate oltre un centinaio di armi da guerra e armi comuni, bombe a mano, fucili mitragliatori provenienti in gran parte dai magazzini dell’Esercito Italiano e poi nascoste in alcune abitazioni nella provincia.
LA BANDA. Secondo l’accusa, la base dell'organizzazione sarebbe stata proprio Orgosolo e a capo del sodalizio viene indicato Giovanni Antonio Mereu.
Le accuse più gravi alla banda vanno dall'associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga e di armi, alcuni episodi di estorsioni tra cui appunto il progetto di furto della salma di Enzo Ferrari e altri reati minori.
Le indagini partono nel 2008 e hanno conosciuto diverse fasi e intercettato importanti reati. È nel 2015 che gli investigatori incappano in quelle parole che tirano in ballo i due personaggi modenesi.
«A questo, cosa credi che facciano? Questo, cosa cazzo credi che facciano? Sennò ci sarebbe Pavarotti, ce ne sono di personaggi» sono le parole che sarebbero state pronunciate dallo stesso Mereu. Un passaggio in cui, parlando del rapimento della salma di Enzo Ferrari, spunta il nome di Luciano Pavarotti come possibile secondo obiettivo della banda di sequestratori. L’idea è quella di rubare le bare e di trattare con le famiglie per la restituzione, come se si trattasse di un vero e proprio sequestro di persona, con una salma al posto dell’ostaggio. —
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