«Nel 2013 scrivemmo di fare attenzione all’esodo dei vigili»
ll segretario Cisl Bertoia replica al presidente dell’Unione «Sindaci avvertiti della tensione creata da Fabbiani»
montecchio. Sui presunti abusi commessi dal vicecomandante della municipale della Val d’Enza Tito Fabbiani e dalla sua campana Annalisa Pallai, prosegue il “botta e risposta” tra Cisl e sindaci dell’Unione.
botta e risposta. «Dispiace – ribadisce Fabio Bertoia segretario generale Cisl Funzione pubblica – che l’attuale presidente dell’Unione Val d’Enza sostenga che non vi siano state segnalazioni in merito alla situazione della municipale della val d’Enza anche perché come abbiamo già scritto le nostre segnalazioni sono partite nel 2013. Consigliamo quindi di leggere le note sindacali da me inviate via mail il 20 febbraio, il 23 febbraio 2013 e il 2 luglio 2013». Era stato appunto Paolo Burani, presidente dell’Unione, non più tardi di ieri ad affermare che: «Nessuna allerta è mai arrivata dal sindacato su situazione di mobbing o condotte illecite del personale della municipale».
la lite con tito fabbiani. Bertoia però rincara la dose: «La prima nota può essere sintomatica – scrive il sindacalista – per far comprendere il clima che si respirava: durante il tavolo di trattativa del 18 febbraio 2013 il vice comandante durante una seduta, facendo riferimento a una sua collega degli uffici amministrativi disse che creava disagio ai colleghi. Quando presi la parola gli chiesi se stesse parlando come vice comandante o piuttosto, come era logico, in quella sede come rappresentante dei lavoratori. Il suo nervosismo per quell’obiezione fu tale che si alzò e mi si presentò innanzi urlandomi a un palmo dalla faccia una serie di farneticazioni. L’indomani feci una nota sindacale in cui chiesi il rispetto dei componenti del tavolo visto l’episodio increscioso. Nessuno ci chiese nulla».
l’esodo dei vigili. Secondo Bertoia, nonostante la situazione delicata «nella quale le ritorsioni rispetto alle nostre segnalazioni, avevamo capito, avrebbero colpito i lavoratori e non certo noi sindacalisti», le informazioni proseguirono. «Quello che abbiamo fatto negli anni – continua il sindacalista – è cercare di aiutare a trovare una collocazione diversa, attraverso l’istituto contrattuale della mobilità, a chi, non riuscendo più a sopportare quella situazione, se ne voleva andare. Quando un’organizzazione sindacale scrive all'ente, il 2 luglio 2013, testualmente “oggi più che mai occorre interrogarsi seriamente sulle motivazioni che stanno portando sempre più agenti a cercare possibilità lavorative altrove”; quando si fa riferimento a tematiche come l’utilizzo anomalo degli straordinari; al fatto che il personale preposto alla formazione dei turni lo fa con ritardo per creare condizioni di disagio, credo – conclude Bertoia – vi fossero tutti gli elementi per poter intervenire». —
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